Prove di museruola per le agenzie di rating

SP_sliderDopo la retrocessione dell’Italia in serie B, i mercati sembrano per la prima volta ridimensionare l’effetto rating

ROMA – Dopo il declassamento dell’Italia, della Francia e di altri paesi europei da parte di Standard & Poor’s, ora arriva dalla stessa agenzia americana di rating anche il downgrade del Fondo europeo salva stati. E come sempre si rinnovano le critiche allo strapotere di queste società private, ai loro conflitti di interessi, all’inaffidabilità dei loro outlook.

Questa volta però, diversamente dai soliti sterili piagnistei, qualcosa di concreto finalmente è avvenuto. Innanzitutto i mercati sembrano aver ignorato la retrocessione in serie B dell’Italia: Piazza Affari ha guadagnato ieri l’1,4% e stamattina va anche meglio, mentre lo spread con i titoli di Stato tedeschi è sceso sotto quota 500.

E’ indubbiamente un buon segnale, ma non sufficiente a mettere in sicurezza i mercati da possibili manipolazioni o comunque da giudizi valutativi non sempre “rigorosi, sistematici e continuativi”, come prescrivono i nuovi regolamenti comunitari. Altre iniziative fanno pensare che si preparino davvero tempi duri per le agenzie di rating internazionali, padrone assolute fino ad oggi dei destini finanziari di nazioni e imprese.

Negli Stati Uniti ha preso avvio un’indagine nei confronti dell’agenzia Standard & Poor’s relativamente alle valutazioni di merito concesse a suo tempo ai titoli legati ai mutui immobiliari al centro della crisi del 2008. L’indagine – secondo quanto riportato da Wall Street Journale dal Sole 24 Ore – punta ad accertare se i manager dell’agenzia abbiano o meno ignorato i propri standard per attirare le banche che volevano vendere titoli. Il Dipartimento di Giustizia americano vuole verificare che i manager dell’agenzia non abbiano spinto per indebolire gli standard fissati per la valutazione dei titoli legati ai mutui.

Meglio tardi che mai, si dirà, ma anche in Italia il clima di subordinazione alle sentenze inappellabili del rating pare proprio che stia cambiando. Pioniere in questa reazione – va ricordato – è stata la piccola Procura della Repubblica di Trani che, nell’inerzia degli organi di controllo di mezzo mondo, già oltre un anno fa aveva osato sfidare i golia del rating. E non ci era andata giù leggera: “Nell’attuale stato di avanzamento investigativo si apprezza nelle condotte degli indagati, analisti economico-finanziari di Standard & Poor’s specializzati nelle valutazioni dei debiti sovrani, la ricorrenza di indizi gravi del reato di “manipolazione del mercato” previsto dall’art. 185 D. Lgs.vo 24/2/1998 n. 58”.

Sul banco degli imputati il davide di Trani aveva osato chiamare quelle agenzie di rating internazionali “che non erano state in grado di prevedere il crack statunitense Enron, che consideravano strumenti finanziari poco rischiosi quei mutui sub-prime all’origine della crisi finanziaria mondiale, che nel caso di Lehman Brothers attribuivano alle obbligazioni della banca d’affari un rating da tripla A fino a qualche giorno prima del crack”.

Ma ora è tutto il fronte delle autorità di controllo sovranazionali e locali a muoversi con una certa determinazione. L’European Securities and Markets Authority (Esma) ha cominciato a fare la sua parte e la nostra Consob non è da meno. Nell’intervista di oggi al Sole 24 Ore, il presidente Vegas ha sottolineato che anche nel recente downgrade sono scattati i controlli “secondo la nostra impostazione di partenza”.

L’Authority italiana ha altresì richiamato l’attenzione dei partner europei sui “possibili conflitti di interesse perché molte di queste agenzie sono possedute da signori che poi hanno dei fondi di investimento……………Abbiamo notato una connessione tra outlook e dinamica dei cds (credit default swap, ndr) soprattutto sull’Italia. Subito dopo la pubblicazione  dell’outlook (negativo) sono scattati in alto i cds. E i cds sono prodotti da cinque oligopolisti americani”.

Ora l’altra agenzia Fitch ci riprova annunciando entro fine gennaio il declassamento del debito italiano. Gli operatori sono avvisati: se vogliono fare le loro speculazioni hanno quindici giorni di tempo.

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