Schulz, un tedesco alla guida dell’Europarlamento

Martin_Schulz_presidente_europarlamentoEsponente dei socialisti e democratici, ha preso il posto del polacco Buzek. Per lui la fine dell’Ue non è irrealizzabile

ROMA – Il Parlamento europeo ha da questa mattina una nuova guida. Come annunciato già dalle previsioni dei politici del vecchio continente, il tedesco Martin Schulz, finora a capo del gruppo dell’Alleanza dei socialisti e democratici (S&D) all’Europarlamento, è stato eletto a Strasburgo, in occasione dell’assemblea plenaria, prendendo il posto che è stato, dal 2009, del polacco Jerzy Buzek, esponente del Ppe. La prassi prevede infatti un’alternanza, a metà legislatura, tra esponenti dei principali gruppi politici, i popolari del Ppe (a cui aderisce il Pdl) e l’ S & D (che accoglie il Pd) nello scranno più alto dell’Europarlamento. Anche se la maggioranza raggiunta non è stata assoluta: Schulz è stato eletto al primo turno con 387 voti, su un totale di 670 voti validi. Candidati alla guida dell’Europarlamento, oltre al tedesco, erano anche la liberaldemocratica britannica Diana Wallis, che ha ottenuto 141 voti, ed il connazionale Nirj Deva, del gruppo dei Conservatori e riformisti, per il quale hanno votato in 142.

Cinquantasei anni, originario di Hehlrath, un villaggio della Nord Renania/Vestfalia, figlio di un poliziotto e della fondatrice della sede della Cdu nella sua città natale, Schulz è arrivato a Strasburgo nel 1994 e in un mandato e mezzo ha preso le redini della delegazione socialista. Non beve, non fuma, ama leggere e guardare le partite di calcio. Il suo unico vizio? La politica, che pratica da quando aveva diciotto anni, e da sempre al servizio del Partito Socialdemocratico Tedesco. Ma i più, al di fuori dei confini nazionali, lo ricordano soprattutto per un’ accesa discussione che ebbe nel 2003 con l’allora presidente del Consiglio italiano, nonché presidente di turno della Ue, Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, infatti, in risposta ad una provocazione del tedesco in merito alle posizioni della Lega Nord in contrasto, secondo lui, con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, propose per lui la parte di un kapò nazista in un film sull’olocausto che si stava girando in Italia. “Lei sarebbe perfetto per quella parte”, apostrofò Berlusconi, davanti ad un emiciclo senza parole.

Oggi che è diventato presidente dell’Europarlamento, Schulz ha ancora le idee ben chiare. Nel suo discorso di insediamento ha ricordato come l’Europa stia attraversando un momento difficile, per cui il fallimento dell’Unione è un’ipotesi non più irrealistica. E ha lanciato una sfida ai governi: “Da mesi passano da un vertice all’altro- ha sottolineato il tedesco- e fanno tornare ad un periodo superato, quello del Congresso di Vienna”. Concludendo: “Intendo far capire ai capi di governo che gli eurodeputati vogliono vedere attuati sempre di più gli interessi collettivi dei 500 milioni di cittadini dei 27 Paesi membri. Decidere per l’ Europa divisi in tre livelli – prima l’ asse franco-tedesco, poi i 17 dell’ Eurozona e poi l’ Ue a 27 membri – è un errore”. Soddisfazione per la sua elezione è stata espressa da Sandro Gozi, capogruppo del Pd nella Commissione politiche UE, secondo il quale “In un momento così difficile per l’Europa, avere alla guida di una delle più importanti istituzioni dell’Unione un europeista convinto come Martin Schulz è un importante passo avanti per uscire dal momento di crisi e andare verso un’altra Europa, un’ Europa progressista, sociale e più forte”.

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