Siae verso il risanamento: in attivo entro il 2012

Gaetano-BlandiniPositivo il bilancio dei primi 9 mesi della gestione commissariale. Risparmi strutturali per 13 mln annui

ROMA – Chiudeva a meno 27 milioni di euro il bilancio Siae del 2010. A questo preoccupante conto in rosso è dovuto il commissariamento arrivato nel marzo 2011, che dovrebbe portare a un risanamento dell’esercizio entro la fine dell’anno.
Il direttore denerale Gaetano Blandini e i Sub Commissari Mario Stella Richter e Domenico Luca Scordino hanno illustrato in conferenza stampa un primo bilancio dei nove mesi della gestione straordinaria della Siae, che, ricordiamo, è un ente pubblico economico a base associativa: essa è economicamente e finanziariamente autosufficiente e non beneficia di nessuna sovvenzione a carico dello Stato né rientra nel comparto della finanza pubblica.

Il commissariamento ha già portato i suoi buoni frutti: mentre l’anno appena chiuso si è concluso con un passivo leggero, il 2012 riporterà i conti dell’ente in attivo.
Sono state attuate un serie di misure finalizzate a garantire un pareggio di bilancio strutturale e stabile nel tempo per cui nel corso del 2011 sono state avviate riduzioni di costi nell’ordine di 13 milioni di euro.
Le cause del pesante deficit di bilancio Siae sono state chiaramente individuate dal direttore Blandini, che ha dichiarato: “Il deficit di bilancio di Siae è in buona parte determinato dal Fondo pensioni, un fondo integrativo chiuso nel 1978 ma che pesa ancora fortemente nel bilancio della società”. La Società autori ed editori, in pratica, è stata per anni costretta a tappare i buchi di un fondo “gestito con modalità obiettivamente inefficienti e non sempre rispondenti alle norme di legge e di statuto”, che aveva investito il suo patrimonio in immobili. Negli anni, per questo, ha dovuto versare oltre 130 milioni.

Gli attuali vertici attribuiscono molte colpe alla gestione poco seria degli anni passati: il rendimento medio annuo del patrimonio immobiliare nel periodo 2006-2010 è stato meno del’1%. Subito prima del commissariamento, la situazione ha toccato dei livelli quasi paradossali: i ricavi da locazione sono stati pari a 2,3 milioni mentre per gestire gli immobili sono stati impiegati 3,3 milioni, con un rendimento del -1 per cento. “In quel periodo – ha commentato il direttore generale – ci sono state spese ai limiti del surreale, come i circa 300mila euro usati per interventi di idraulica. Abbiamo stimato che fino alla chiusura del Fondo, prevista nel 2059, Siae avrebbe dovuto sopportare oneri per circa 194 milioni”.

La razionalizzazione in corso prevede diverse misure di forte impatto. Tra esse, il riassetto della rete territoriale, il recupero dell’evasione, la semplificazione delle attività di pagamento, l’alleggerimento delle attività di front office e la delocalizzazione delle attività amministrative.
Procedimenti diversi riguardano anche i mandatari: tali agenzie, che svolgono funzioni di sportello e di controllo del territorio di riferimento, sono state selezionate, per la prima volta nella storia della Siae, con criteri trasparenti e meritocratici. Secondo quanto dichiarato, “Nel settembre 2011, l’amministrazione commissariale della Siae ha dettato nuove regole volte a favorire la ricerca di personale idoneo e qualificato, cui conferire incarichi di mandato per la rappresentanza Siae sul territorio, e ad assicurare ai partecipanti una libera competizione con criteri di scelta trasparenti”.

Contemporaneamente, è già stato attuato un riordino della piante organiche dei dirigenti, ai quali è stato anche rinnovato il contratto nazionale di lavoro, ed è partita la negoziazione del nuovo contratto con i dipendenti. Tutte queste novità dovrebbero produrre un effetto pari a 13 milioni.

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