Strade sì, trasporti no per il neo direttore generale De Lise

Pasquale_De_Lise_sliderSecondo rumors, sarebbe “congelata” la nomina di De Lise all’Authority dei trasporti. Il Pd ispiratore della retromarcia

ROMA – A che gioco gioca il Partito democratico nella sua crociata anti De Lise? E’ la domanda che si pongono alcuni dopo che la designazione del presidente del Consiglio di Stato a direttore generale della neonata Authority per le strade e le autostrade è stata, si dice, “congelata” per l’opposizione del partito di Bersani.

Quello di De Lise, secondo il deputato diessino Francesco Boccia, è uno di quei “nomi opachi che ci riportano ad un passato inglorioso. Abbiamo sete di rinnovamento e bisogno di rompere, con figure veramente nuove, un passato prossimo così carico di responsabilità”. Sarebbe bastato questo avvertimento ad indurre il governo a cambiare strada e a trasformare l’Agenzia, non ancora insediata, in Authority per i trasporti per la quale si richiederebbero requisiti professionali diversi da quelli di De Lise.

A parte che qualcuno ci dovrebbe spiegare per quale ragione il presidente del Consiglio di Stato, prossimo alla pensione, andava bene per controllare le strade, ma non i trasporti. Ora, da modesti cronisti quali siamo, di De Lise sappiamo quasi tutto, il suo ingegno giuridico, lo sterminato cursus honorum, le sue proprietà immobiliari, le sue parentele e le sue frequentazioni, talvolta anche inopportune.

Romacapitale.net non nutre nessuna simpatia nè antipatia per De Lise. Si attiene, com’è suo costume, soltanto ai fatti e alle conclusioni a cui giunge la magistratura tutte le volte che è chiamata in causa. Il resto appartiene ad un altro ordine di valutazioni soggettive e discrezionali, basate sui “si dice” e sulle insinuazioni, che il più delle volte prescindono dal merito delle questioni.

In altre epoche questi stessi metodi sono stati usati per cambiare il quadro politico bypassando le procedure costituzionali e le garanzie democratiche. Da allora i processi sommari a persone, partiti o istituzioni sono stati messi al bando dalla comunità dei giusti e dei garantisti. Ma si vede che altri resistono.

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