Terzi al Cairo per ripristinare rapporti bilaterali

EgittoIl ministro degli Esteri vola in Egitto per riprendere le attività economiche. Italia primo partner commerciale del Paese

ROMA – A quasi un anno dall’anniversario della rivoluzione egiziana, il ministro degli Esteri Terzi di Sant’Agata, è atteso al Cairo per una visita bilaterale. Quello del prossimo 19 gennaio si connota come il primo viaggio ufficiale del neo-ministro degli Esteri italiano in Egitto, in una fase cruciale del percorso iniziato nel Paese il 25 gennaio di un anno fa.

E’ infatti prevista per il 23 gennaio, a conclusione della prima tranche elettorale per la formazione della Camera bassa egiziana, l’apertura dell’assemblea costituente del popolo, il primo passo verso le presidenziali di giugno. Il lungo processo elettorale terminerà quindi con la redazione di una nuova carta costituzionale e l’elezione di un presidente, incaricato di supportare la transizione democratica in un Paese le cui prospettive di cambiamento in passato, erano considerate minime. Il malessere generato dalla permanenza al potere dello Scaf, il Consiglio Supremo delle Forze Armate, e dal ricorso alla violenza esercitato dalle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti, dovrebbe così essere arginato.

Nel corso degli ultimi mesi, nonostante i disordini verificatisi nella capitale e le proteste senza precedenti nella storia egiziana, l’Italia ha deciso di non abbandonare il partenariato strategico concordato con il vecchio regime. “I rapporti non sono stati mai interrotti e quest’incontro servirà a ribadire il nostro sostegno all’Egitto, con l’auspicio che possa consolidarsi uno Stato di diritto. Crediamo infatti che la pace e la stabilità nel Mediterraneo ed in tutta la regione medio orientale, siano indissolubilmente legate al ruolo che assumerà l’Egitto nel contesto della Primavera araba”, ha riferito il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, rivolgendosi all’ambasciatore egiziano in Italia, Mohamed Farid.

Massari ha poi fatto riferimento ad altri due obiettivi prioritari per il governo Monti. Il primo è il sostegno alla libertà di culto, essendo tutta l’area una polveriera di etnie e religioni. Il ministro Terzi, proprio al fine di rilanciare tutti i livelli di cooperazione, incontrerà i diversi rappresentanti delle comunità religiose presenti sul territorio, tra cui Il Papa Copto, Shenuda III.

Il secondo intento consiste invece nel contribuire alla ripresa delle attività economiche del Paese ed avviare la terza parte di negoziati, finalizzata alla conversione del debito. L’Italia continua ad essere il primo partner commerciale dell’Egitto, seconda solo agli Stati Uniti, nonché importante donatrice. E’ quindi interesse comune la creazione d’infrastrutture e posti di lavoro, anche per la sicurezza delle numerose aziende italiane operanti in loco.

“Il flusso di affari Italia-Egitto tra gennaio e settembre dello scorso anno è stato stimato intorno ai quattro miliardi di dollari e siamo convinti che sia destinato ad aumentare”, ha dichiarato Mohamed Farid. Secondo le aspettative di entrambi i governi i rapporti  bilaterali tenderanno ad intensificarsi mentre, per quanto concernerà gli accordi stipulati durante i summit intergovernativi svoltisi in passato, potranno essere ripresi in considerazione soltanto dopo le elezioni.

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