Argol, il grido dei lavoratori scende da una gru

protesta_lavoratori_ArgolPochi giorni ancora e dal 2 febbraio saranno senza lavoro. Il servizio passa direttamente ad Alitalia

ROMA – Si esaspera la protesta dei lavoratori della Argol, la società che dal 1994 si occupa per conto della compagnia aerea Alitalia della movimentazione dei componenti aeronautici e della logistica. Da quasi una settimana alcuni di loro sono incatenati al Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino e ieri in quattro si sono arrampicati su un gru appoggiata all’Avio 6, l’hangar della verniciatura.

I 76 dipendenti, il cui contratto di lavoro scade a fine mese saranno licenziati per l’internalizzazione del servizio da parte di Alitalia. Contrariamente infatti da noi sostenuto, apprendiamo che il contratto della Argol non è stato ceduto né a Ceva né ad altra società, bensì appunto internalizzato da Alitalia.

Su questo punto è intervenuto il vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Astorre. “Alitalia deve rispettare la clausola sociale prevista nell’accordo firmato con i sindacati, ovvero il passaggio del personale dal precedente operatore del servizio all’operatore subentrate, con l’applicazione del trattamento economico e normativo e dell’inquadramento del CCNL di settore.

I 76 dipendenti Argol – ha chiosato Astorre – devono essere assorbiti da Alitalia: questo è previsto dal contratto, questo deve essere fatto”.

Sulla vicenda il capogruppo del Pd al comune di Fiumicino Michela Califano ha le idee molto chiare. Questa mattina ha inviato una lettera al sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, per chiedere ufficialmente al primo cittadino “di sospendere l’incontro previsto il prossimo 26 gennaio con AdR per prendere visione del piano di raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci perché di fronte a situazioni come quella che ha coinvolto i 76 dipendenti dell’Argol, non’è ammissibile si parli di potenziamento dello scalo e nuove prospettive di lavoro nel futuro.

“Il modo con cui Cai-Alitalia cerca di giustificare la validità di un nuovo piano industriale da applicare al settore della logistica con la conseguente chiusura di integrazione dei dipendenti Argol, sostituiti con lavoratori assunti a tempo determinato, è inaccettabile.

“La situazione lavorativa nell’aeroporto di Fiumicino è ormai allo stremo”, ha concluso il capogruppo.

 

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