Csm, valutare l’impatto della riduzione degli uffici giudiziari

paola-severinoLa 6° Commissione plaude all’iniziativa del Guardasigilli, ma avverte: “Va preceduta acquisizione dati”

ROMA – Mentre il Guardasigilli Paola Severino annuncia che il governo presenterà, sotto forma di disegno di legge e senza ricorrere allo schema del decreto, la normativa sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, il Consiglio Superiore della Magistratura sottolinea come la questione non sia “più procrastinabile”. Merita quindi “apprezzamento”‘ la scelta del ministro della Giustizia di procedere a una riduzione degli uffici giudiziari sul territorio, ma, fa notare la Sesta Commissione di Palazzo dei Marescialli, “attenzione al rischio di creare così procure troppo forti con una competenza allargata a diversi tribunali”.

In una proposta di delibera adottata all’unanimità e che in serata dovrebbe essere approvata anche dal plenum, la Commissione del Csm mette le mani avanti sui pericoli delle ricadute del Provvedimento. Si tratta di un documento preparato in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e in cui si segnalano alcune delle questioni da affrontare per un “efficace sistema giudiziario”.

“Una razionalizzazione della geografia giudiziaria può essere fonte di economia di risorse” scrive la Commissione ed è dunque una scelta che si ”impone” soprattutto di fronte a ”una crisi economica globale”. Ma va preceduta ”dall’acquisizione di dati attendibili” sull’estensione e le specificità dei vari territori, il numero di abitanti, gli effettivi carichi di lavoro degli uffici giudiziari e da ”una seria analisi preventiva dell’impatto”.

Dunque ben venga ”la volontà riformatrice” manifestata dal ministro Severino, ma ”alcuni contenuti della norma delega meritano ulteriori approfondimenti”. Come appunto ”la previsione dell’accorpamento in un unico ufficio di procura della competenza allo svolgimento di funzioni requirenti in più tribunali”, perché così si ”rischierebbe di introdurre una sorta di centralizzazione dell’esercizio dell’azione penale troppo forte”; meglio dunque, concludono i consiglieri, conservare un ”completo allineamento territoriale tra tribunali e procure”.

In particolare la Severino, rispondendo a una sollecitazione del senatore del pdl Roberto Centaro nella quale il governo veniva invitato a presentare una serie di norme tra cui quelle sulla revisione delle circoscrizioni e a farlo “con disegni di legge e non con decreti-legge”, ha assicurato: “lo faremo certamente”. “Il decreto-legge, quello di cui discuteremo a breve – ha aggiunto il Guardasigilli – era dettato da una situazione di urgenza e di necessità. Il disegno di legge consente invece una più pacata riflessione, anche se naturalmente richiede molto impegno da parte del Parlamento per essere portato avanti in tempi brevi”.

(Valentina Marsella)

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