Il Tempo che sfugge protagonista del Festival delle Scienze

festival-scienze-roma-tempoLa manifestazione all’Auditorium Parco della Musica indaga sul significato profondo della quarta dimensione

ROMA – “Il tempo è ciò che accade quando non accade nient’altro”. Amava ripeterselo spesso Richard Freyman, lo statunitense premio Nobel per la fisica nel 1965, studioso di uno dei concetti più sfuggevoli e difficili da relegare in una definizione, come il tempo. E proprio questa frase è diventata il motto della settima edizione del Festival delle Scienze di Roma, dedicato al concetto del Tempo. Teatro della manifestazione sarà, come sempre, l’Auditorium Parco della Musica, che dal 19 al 22 gennaio, ospiterà lezioni magistrali, incontri, dibattiti, aperitivi scientifici, eventi per le scuole, mostre e spettacoli, con i grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale, a cui il pubblico potrà assistere al costo di soli due euro. Ma anche con filosofi, storici e scrittori, che indagano il significato profondo della quarta dimensione, trascendente l’orizzonte di quello che possiamo vedere e toccare, ma capace di penetrare la nostra essenza più profonda.

Il tutto prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Codice. Il presidente Aurelio Regina ha sottolineato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa l’importanza che il Festival ha per i cittadini romani: “Lo scorso anno il festival si è chiuso con ben 18.000 presenze, in aumento a fronte delle 15.000 dell’edizione precedente e questi numeri dimostrano l’interesse sempre più grande per i temi scientifici del mondo contemporaneo, la sete di conoscenza e la curiosità che spingono il pubblico a venire all’Auditorium non solo per assistere a concerti, spettacoli, eventi ma per partecipare a dibattiti, ascoltare opinioni di esperti, condividere la conoscenza.”

Ad inaugurare l’evento, giovedì 19 gennaio alle ore 19 in Sala Petrassi sarà l’astrofisico, scrittore e poeta francese Jean Pierre Luminet, esperto di fama mondiale di cosmologia e buchi neri. Si continuerà con incontri e seminari per capire cosa sia il Tempo, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando. A rispondere agli innumerevoli quesiti che pone l’argomento scelto per questa settima edizione del Festival, tra gli altri, l’antropologo statunitense Ian Tattersall, che sabato 21 gennaio alle 16 racconterà “Il Tempo profondo dell’Evoluzione” e Ronald D. Siegel, psichiatra americano docente alla Harvard Medical School ed esperto di mindfulness meditation, domenica 22 gennaio alle 16, che indagherà i legami tra Tempo e Stress. Il professore Giovanni Amelino Camelia, originario di Napoli ma docente di fisica alla Sapienza di Roma, nominato tre anni fa erede di Einstein, sabato 21 dalle 17, ci racconterà “Una breve storia del Tempo: prima, durante e (forse) dopo Einstein”. Tra musica e sport si potrebbe collocare l’impresa, dalle 18 di sabato alle 18 di domenica, “Vexations”: l’opera di Erik Satie in 35 battute ripetute di continuo da un’alternarsi di novanta pianisti. Ancora “Tempo: record e limiti umani” con il campione di atletica, Andrew Howe, il giornalista Oliviero Beha e Stefano Tamorri, presidente degli psicologi sportivi. Chiuderà la manifestazione Carlo Rovelli, domenica 22 gennaio alle 17 al Teatro Studio, che dimostrerà come in realtà il tempo non esiste.

Per ulteriori informazioni e per conoscere il programma completo del Festival delle Scienze 2012 è possibile collegarsi al sito:

http://www.auditorium.com/

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