Il Fondo monetario vede nero per l’Italia

Christine_Lagarde_sliderNel 2012 la recessione supererà il 2% del Pil e la fine del tunnel non arriverà prima del 2013. I requisiti per ridurre la crisi

 

ROMA – L’allarme si leggeva già tra le righe dell’intervento di Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo monetario internazionale all’ultima riunione del consiglio esecutivo a Washington. In quell’occasione infatti il FMI aveva chiesto ai paesi membri altri 500 miliardi di dollari per mettere in grado il Fondo di “contribuire a disinnescare le attuali debolezze dell’economia mondiale e le crisi regionali”. Tra queste crisi, il riferimento all’area euro e ai paesi più deboli, come l’Italia, era già evidente.

Ora arriva la conferma dall’ultimo update al World Economic Outlook anticipato oggi dall’Ansa prima della sua diffusione ufficiale martedì prossimo. Profondo rosso per l’economia italiana nel prossimo biennio, sullo sfondo di una ripresa globale in stallo, frenata soprattutto dalla crisi di Eurolandia. L’Italia si prepara ad andare incontro a due anni di recessione nel 2012 e nel 2013.

Il Fmi individua nell’area dell’euro il principale malato che contagia e fa vacillare un po’ tutte le economie internazionali. “La ripresa globale è minacciata dalle crescenti tensioni nell’area dell’euro”, considerata come la ”principale ragione” del deterioramento delle prospettive economiche. E ad essa si affiancano e si intrecciano ”le fragilità finanziarie altrove”.

Il Fondo avverte dunque che i rischi al ribasso hanno subito un’escalation. Così gli economisti di Washington sono stati costretti a dare un taglio netto a tutte le statistiche e questo in gran parte perché “ci si aspetta che l’economia dell’euro finirà in una lieve recessione nel 2012”. E ciò come risultato del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, della diminuzione del credito bancario all’economia reale e dell’impatto delle nuove misure di consolidamento fiscale.

I numeri del resto parlano chiaro. La crescita mondiale sarà di appena il 3,3% quest’anno e del 4% il prossimo, con una revisione al ribasso, rispettivamente, di 0,7 e 0,5 punti percentuali. Per tutta l’area della moneta unica, invece, è atteso un calo del Pil pari allo 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali. La crescita tornerà invece nel 2013, ma sarà di appena lo 0,8%.

Ben peggiore, secondo le previsioni del FMI, sarà però la situazione italiana. Per quest’anno la contrazione del Pil supererà addirittura il 2% attestandosi al 2,2%, con un taglio di ben 2 punti e mezzo rispetto alle stime di settembre scorso. E il segno più non riuscirà a tornare nemmeno nel 2013, quando il Pil subirà un calo dello 0,3%.

La frenata non risparmierà peraltro neppure il gruppo dei paesi emergenti, che negli ultimi tempi ha rappresentato il vero motore dell’economia globale. “Anche la crescita dei paesi emergenti e in via di sviluppo – si legge infatti nel documento del Fmi – rallenterà a causa del peggioramento dell’ambiente economico esterno e dell’indebolimento della domanda interna”.

Il Fondo suggerisce quindi alcuni “requisiti essenziali”, alquanto ovvii, per far fronte alla difficile situazione attuale. “La più immediata sfida politica – afferma – è di ristabilire la fiducia e di mettere fine alla crisi dell’area euro sostenendo la crescita”, garantendo al tempo stesso aggiustamenti di bilancio sostenibili, il contenimento della restrizione del credito bancario e fornendo più liquidità, grazie anche ad una politica monetaria più accomodante.

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