Festival del cinema, tutto rinviato a martedì

Festival_cinema_romaSulle nomine dei nuovi vertici nulla di fatto dall’assemblea dei soci. In corsa oltre a Muller anche Mancini e Sovena

ROMA – Nulla di fatto sulle nomine del Festival del Film di Roma. L’assemblea dei soci, riunitasi ieri, ha infatti rimandato le decisioni su chi prenderà le redini della kermesse romana alla riunione del CdA della Fondazione Musica per Roma di martedì prossimo.

All’ordine del giorno, oltre al problema del deficit di bilancio del Festival, pari a un milione e 350mila euro, c’era appunto la questione del cambio degli attuali vertici del Festival.

Stando alle dichiarazioni, alle prove di forza e agli ultimatum che si sono moltiplicati in queste ultime settimane, dovrebbe essere sostituito sia l’attuale presidente, Gian Luigi Rondi il cui mandato scade a giugno, sia il direttore generale Francesca Via che il direttore artistico Piera De Tassis la cui nomina è scaduta lo scorso 31 dicembre.

A volere questo cambio di direzioni, due dei finanziatori del Festival, il Comune di Roma e la Regione Lazio, nonostante quest’ultima non versi ormai da due anni la sua quota parte. Contraria invece alla sostituzione di Rondi, la Provincia di Roma favorevole, al contrario, alla conferma dell’attuale direttore Detassis. Gli altri due soci, Musica per Roma, rappresentata in CdA da Carlo Fuortes, e Camera di Commercio, per ora si astengono anche se quest’ultima dichiara che “non è assolutamente contraria ad un incarico a Marco Muller”.

Voci di corridoio danno inoltre l’amministratore delegato di Cinecittà Studios Lamberto Mancini e l’ex ad di Cinecittà Luce Luciano Sovena in corsa per l’incarico di direttore generale del Festival di Roma, ora ricoperto dalla Via, mentre l’attuale responsabile nazionale del mercato, Diamara Parodi, sarebbe candidata alla direzione di The Business Street-Mercato Internazionale al posto del dimissionario Roberto Cicutto.

L’assemblea dei soci di ieri si è anche occupata di bilanci. “Abbiamo chiesto una verifica dei conti della fondazione alla luce di un eventuale buco che potrebbe oscillare da 1,3 a 2 milioni – riferisce Renata Polverini, presidente della Regione Lazio -. E’ evidente che ci dobbiamo reimpegnare per la nuova edizione ma, al tempo stesso, dobbiamo sapere l’entità di questo buco, considerando che i contributi che ognuno di noi mette nella fondazione sono fondi di strutture pubbliche che devono rispondere a parametri precisi ancora più stringenti per le nuove normative”.

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