Concordia, trovati i corpi di due donne

Costa_concordia_4Sul ponte 4 trovati i corpi di due donne. Sale a 15 il bilancio dei morti accertati. Una ventina ancora i dispersi

ROMA – Sul Ponte 4 della Costa Concordia sono stati trovati i cadaveri di altre due persone: si tratta di due donne. Una delle due è di Maria D’Introno, 30 anni originaria di Corato (Bari). Lo ha confermato il sindaco del paese, Luigi Perrone, che ne ha avuta notizia dai parenti della vittima. La donna, che si era trasferita nel Biellese dopo il matrimonio, era a bordo della nave crociera insieme al marito, ai cognati e ai suoceri che festeggiavano le nozze d’oro.

Sale così a 15 il bilancio dei morti nel naufragio dell’Isola del Giglio. Le due vittime indossavano il giubbotto salvagente. Una ventina i dispersi, anche se il numero esatto è soggetto a variazioni e a controlli incrociati delle liste.

Le ricerche dei dispersi, ha detto Gabrielli, “proseguono e proseguiranno finché non sarà stato possibile ispezionare tutte le parti ispezionabili” della nave, “perché ci sono delle parti della nave che sono praticamente impossibili da raggiungere”. Gabrielli ha infatti spiegato che “se ci sono dei cadaveri tra lo scafo e il fondale questi potranno essere recuperati solo nel momento in cui la nave sarà riposta in asse”. Al riguardo Gabrielli ha aggiunto: “Può essere rimessa in asse o ci può essere una smantellamento in loco” ma “io auspico la prima soluzione – ha sottolineato – perché sarebbe più breve”.

Proseguono intanto le indagini dei pm su quanto avvenuto la sera del 13 gennaio a pochi metri dall’Isola del Giglio. Secondo quanto si è appreso oggi da fonti giudiziarie, i test tossicologici eseguiti sul comandante Francesco Schettino, ai domiciliari con l’accusa di omicidio colposo plurimo e abbandono della nave, avrebbero dato esito negativo. “Non avevamo alcun dubbio”, ha commentato l’avvocato del comandante Bruno Leporatti.

Intanto il capitano di Fregata Gregorio De Falco, della capitaneria di Porto di Livorno è stato ascoltato questa mattina per tre ore dal procuratore Verusio, in merito ai momenti immediatamente successivi al naufragio, addentrandosi soprattutto sulla questione del sistema di rilevamento satellitare Ais. Nel ‘brogliaccio’ della capitaneria di porto di Livorno, infatti, il capo turno scrive alle ore 22 ”tutto regolare”. L’impatto della nave contro gli scogli era avvenuto 18 minuti prima, alle 21.42. Gli inquirenti stanno verificando il motivo per cui non ci sarebbero state segnalazioni sulla rotta anomala della Costa Concordia, anche se l’altro giorno il capitano di vascello Nerio Busdraghi, del comando generale delle capitanerie di porto, ha detto che l’operatore della Guardia costiera di Livorno quella sera notò qualcosa di anomalo nella rotta della nave e lo segnalò prontamente.

Sarà invece interrogata dalla polizia moldava, nel suo Paese, Domnica Cemortan, la bionda 25enne della Moldavia e con passaporto romeno, finita al centro di una sorta di ‘giallo’ per la sua presenza sulla Concordia insieme al comandante Schettino. La giovane donna, secondo quanto appreso, verrà interrogata per rogatoria e la data dell’interrogatorio sarebbe già stata fissata dalle autorità moldave. La Cemortan, del resto, aveva già detto di voler collaborare con gli inquirenti. In un’intervista alla tv del suo Paese, aveva difeso Schettino dicendo che aveva salvato molte vite. Lo stesso comandante, nei verbali di interrogatorio, ha assicurato che si tratta di ”un’amica” e che la donna ”non stava in plancia, perché lì non faccio entrare nessuno”.

I magistrati grossetani stanno inoltre indagando a 360 gradi sulle responsabilità e sull’atteggiamento della Costa Crociere, che in base alle dichiarazioni dello stesso Schettino e di altri ufficiali avrebbe pianificato e addirittura imposto l’inchino al Giglio per ragioni pubblicitarie. Su questo i pm di Grosseto ascolteranno, molto probabilmente già in settimana, i vertici della Costa Crociere per capire se e quali sono le responsabilità dell’armatore.

Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, che citano i verbali di interrogatorio del terzo ufficiale in coperta Silvia Coronika, dell’ufficiale addetto alla sala macchine Alberto Fiorito e di altri membri dell’equipaggio la Costa sapeva infatti dell’inchino. ”A 4 miglia dall’isola del Giglio il comandante è salito in plancia e ha disposto la navigazione in manuale, poi ha ordinato un’accostata a dritta”, ha detto la Coronika ai pm, spiegando che Schettino disse all’addetto alla cartografia: ”Vieni qua, che dobbiamo tracciare una rotta per passare vicino al Giglio e fare un inchino”. E l’inchino ”non viene fatto sempre, ma nelle ultime tre volte nella tratta Civitavecchia-Savona è stato fatto”, ha dichiarato Alberto Fiorito.

Gli ufficiali ascoltati in Procura, hanno anche confermato che la nave non è naufragata in mare aperto ma si è arenata davanti all’isola solo per una casualità, smentendo così la versione fornita da Schettino. In pratica si sarebbe piegata per l’inerzia e per l’effetto perno delle ancore gettate in acqua, senza che nessuno avesse impartito l’ordine di dirigersi verso la costa.

C’è poi il mistero della scatola nera, che secondo quanto dichiarato dal comandante era rotta e non registrava da 15 giorni. I pm vogliono poi capire se anche il ritardo nell’annuncio di abbandono nave sia da imputare alla Costa Crociere, visto che Schettino ha dichiarato di aver informato per tempo la compagnia del naufragio. Gli ufficiali hanno infatti confermato che l’armatore fu tempestivamente contattato, ma nonostante questo l’ordine di evacuazione generale fu dato in ritardo di oltre un’ora.

E infine continua il giallo della donna bionda che ha preso in custodia il pc portatile di Schettino la mattina dopo il naufragio in un albergo dell’Isola: si sarebbe qualificata come un avvocato della Costa Concordia, ma la compagnia smentisce. Da questo pc gli inquirenti sperano di trarre elementi utili alle indagini, ma né l’oggetto né la donna sono stati ancora trovati.

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