Bankitalia, le famiglie italiane sono sempre più povere

BankitaliaPubblicata l’indagine di via Nazionale:il 10 per cento di quelle più ricche possiede la metà della ricchezza netta familiare totale

ROMA – Gli italiani sono più poveri rispetto a dieci anni fa e la loro ricchezza va restringendosi sempre di più. È quanto risulta da un’indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie che però, sottolineano da via Nazionale, non tiene conto del fatto che è cambiata la struttura familiare con una riduzione del numero medio dei componenti. Il reddito di ciascun nucleo è diminuito: nel 2010, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Quasi il 30 per cento è indebitato, mentre il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 45,9 per cento della ricchezza netta familiare totale contro il 44,3 per cento registrato nel 2008. La concentrazione della ricchezza, misurata in base all’indice di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008. Dati sconcertanti, che dimostrano quanto la crisi economica stia soffocando le case degli italiani.

La quota di individui poveri (che hanno un reddito equivalente inferiore alla metà della media) nel 2010 è stata a pari al 14,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Di questi, il 40 per cento risultano essere stranieri. Lo scorso anno il 29,8% delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5% le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7% segnalava una situazione intermedia. Ma i dati più sensibili riguardano il lungo periodo: il reddito delle famiglie italiane è diminuito tra il 1991 e il 2010 del 2,4% in termini reali. Il reddito «equivalente» dei lavoratori dipendenti italiani è inoltre cresciuto in termini reali dal 1991 al 2010 di appena il 3,3% a fronte di un +15,7% di quello dei lavoratori autonomi e dell’11,5% dei pensionati e «gli altri individui in altra condizione non professionale». Nel rapporto si spiega che il reddito equivalente “è una misura che tiene conto della dimensione e della composizione del nucleo familiare”.

Inoltre, solo il 68,4% delle famiglie considerate sono proprietarie della casa in cui vivono, mentre il 21% dei nuclei vive in affitto, il 7,4% occupa l’abitazione a uso gratuito, il 2,8% in usufrutto e lo 0,3% a riscatto. Rispetto alla precedente indagine (nel 2008), si è leggermente ridotta la quota di famiglie in affitto e in proprietà o a riscatto (-0,3 punti percentuali ciascuna) a fronte di un corrispondente aumento della porzione di famiglie in usufrutto o a titolo gratuito (0,9 punti percentuali). Negli ultimi 30 anni si osserva una progressiva riduzione delle famiglie in affitto a fronte di una maggiore diffusione della proprietà.

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