Festival del cinema, nomine ancora in alto mare

SLIDER_cinemaNulla di fatto ieri in assemblea straordinaria. Alemanno invoca l’astensione dei soci tecnici, mentre spuntano altri nomi

ROMA – Tutto rimandato ancora una volta. Il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Musica per Roma, riunito ieri in seduta straordinaria, ha stabilito infatti di sospendere ogni decisione su Marco Mueller, lasciando la responsabilità a Roma Capitale, Provincia e Regione Lazio.

Le decisioni sulla governance della Fondazione Cinema per Roma e di conseguenza sul suo Festival restano dunque nelle mani dei ”soci istituzionali”. Musica per Roma si riserva di ”formalizzare l’indicazione del proprio orientamento” solo in assenza di queste decisioni.

I consiglieri della Fondazione, chiamati a indirizzare l’ad Carlo Fuortes in vista del Cda di Cinema per Roma del 6 febbraio, hanno espresso preoccupazione per la situazione attuale dell’ente che organizza il Festival Internazionale del Film di Roma, e timore per la continuità della sua attività, riservandosi di formalizzare l’indicazione del proprio orientamento. Un appello è stato rivolto ai soci per arrivare, “con il concorso del presidente Gian Luigi Rondi, a decisioni chiare e definitive, possibilmente condivise”.

Sempre ieri il sindaco Alemanno aveva invitato i soci tecnici, ovvero Camera di commercio e Fondazione Musica per Roma, ad astenersi nel cda della Fondazione Cinema chiamato a scegliere il direttore artistico del Festival sottolineando come in questa maniera “saranno i soci istituzionali, Roma Capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio, a compiere questa scelta che ha un valore strategico per il futuro del Festival”.

“Sono certo che Rondi e tutti i soci del Cda – afferma Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma – voteranno in completa autonomia e libertà e non si faranno influenzare dalle inopportune pressioni di una certa politica”. La governatrice della Regione, Renata Polverini, rimane cauta: “Aspettiamo il Cda. Poi ognuno si muoverà rispetto a quello che è il proprio ruolo. Ciascuno dei presenti nel Cda rappresenta un’istituzione sia tecnica che politica”.

Chi invece spara a pallettoni è l’assessore alla cultura del Comune, Dino Gasperini: “Ho la sensazione che in queste ore si stia girando un film al di fuori del Festival dove una certa classe dirigente, con in testa il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, stia svolgendo il ruolo di santarellino. Chi sta nelle istituzioni ha il diritto e il dovere di prendere delle decisioni e fare delle scelte chiare e precise. Noi abbiamo deciso di farlo ufficialmente, a testa alta. Qualcun altro, evidentemente, preferisce muoversi, utilizzando una vecchia idea di politica, invocando autonomia decisionale nelle dichiarazioni ufficiali ma lavorando invece sotto banco o nelle segrete stanze”.

Intanto oggi Il Messaggero si chiede se tra Muller e Detassis spuntasse un nome alternativo capace di mettere tutti d’accordo alla direzione del Festival del Cinema di Roma? In una “molto ipotetica lista di papabili”, il quotidiano romano indica i nomi di Felice Laudadio e Giorgio Gosetti e ipotizza un ulteriore scenario: “magari la nomina di Detassis (o del fantomatico ‘terzo uomo’ gradito a tutti) per un anno per organizzare un Festival in tono minore senza i soldi della Regione. Poi nel 2013, dopo le elezioni cittadine, si vedrà”.

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