Il grido di dolore della Soprintendenza archeologica

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Attività paralizzate per la mancanza di un Soprintendente e la mancanza di personale

ROMA – Il grido di allarme è indirizzato al ministro Ornaghi per i beni culturali e al segretario generale dello stesso ministero Antonia Pasqua Recchia. A firmarlo sono tutti i dipendenti della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e Ostia Antica la cui attività è ormai alla paralisi, sia per la mancanza del Soprintendente (dopo il pensionamento di Anna Maria Moretti), sia per la carenza di personale amministrativo che blocca tutta la macchina.

In questo modo il più ricco patrimonio archeologico del mondo, dal Palatino all’Appia Antica, dal Colosseo ai Fori romani, rischia di chiudere ai visitatori e di restare senza alcuna tutela o manutenzione. Al Mibac infuria la lotta per la successione ma trapela la notizia che entro i primi giorni della prossima settimana verrà scelto il nuovo soprintendente.

Intanto romacapitale.net pubblica di seguito il testo integrale della lettera al ministro.

“La Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma e Ostia Antica esprime estrema apprensione per la paralisi delle attività amministrativo-contabili dell’ufficio. Tanto più grave se si considera che l’Istituto vede così bloccata di fatto l’autonomia finanziaria e la gestione dei circa 32 milioni di euro annuali con i quali è chiamato ad affrontare la tutela di milioni di metri quadri di strutture antiche e ad offrire servizi per milioni di visitatori. Una paralisi destinata a perdurare, anche dopo la nomina del Soprintendente, qualora il ministero per i Beni e le Attività Culturali non provveda tempestivamente a dotare la Soprintendenza, come già più volte richiesto, di un adeguato numero di figure professionalmente idonee a garantirne la gestione amministrativo-contabile.

Lo stato di criticità è destinato a penalizzare non solo le strutture tutelate e i visitatori ma anche, in un momento di forte crisi economica, le imprese e i professionisti che lavorano per la Soprintendenza determinando, in prospettiva, ritardi nell’erogazione di servizi all’utenza e possibili, progressive chiusure di aree archeologiche e sedi museali. L’Istituto confida nel Ministro e nel Segretario Generale affinché accelerino, per quanto consentito dalla vigente prassi amministrativa, la nomina del nuovo Soprintendente, da reperire nei ruoli della carriera direttiva del MiBac tra gli archeologi di più alta professionalità tecnico-scientifica e comprovata esperienza amministrativa; e dotino contestualmente la Soprintendenza di una struttura amministrativa competente e in grado di supportare le attività istituzionali dell’ufficio, rimuovendo i persistenti ostacoli che impediscono un’azione efficace ed efficiente”.

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