A Villa Torlonia sorgerà il Museo della Shoah

villa_torloniaAlla vigilia della Giornata della Memoria il via libera del Campidoglio alla realizzazione della struttura

ROMA – Roma celebra le vittime dell’Olocausto. E non lo fa solo attraverso una serie di iniziative organizzate nella settimana della Giornata della Memoria, ma anche attraverso il via libera alla costruzione del primo museo della Shoah della Capitale. Ieri, alla vigilia della data indicata sin dal 2000 come simbolica per non dimenticare “lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati politici e militari italiani nei campi nazisti”, l’assemblea capitolina ha approvato all’unanimità, con 51 voti favorevoli, il progetto definitivo per la nascita della struttura a Villa Torlonia. L’iter burocratico è cominciato nel 2006, ed è arrivato ora alla sua fase conclusiva, per un costo complessivo di 21 milioni di euro. I lavori potrebbero cominciare già a partire dal 2013, mentre la gara d’appalto sarà pubblicata a breve.

La scelta del luogo dove sorgerà il museo non è casuale: proprio Villa Torlonia ospitava la residenza di Benito Mussolini, che nel 1938 promulgò le leggi razziali contro gli ebrei. L’opera si estenderà per cinque mila metri quadrati. Un parallelepipedo nero, sulla facciata i nomi delle vittime italiane della Shoah, centinaia di reperti della persecuzione, percorsi multimediali e una grande sala per ospitare il plastico dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, secondo il progetto degli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini. Il museo ospiterà documenti, indumenti e immagini raccolti dalla Fondazione del Museo della Shoah presieduta da Leone Paserman. Tra gli oggetti esposti, anche i certificati falsi che gli ebrei erano costretti a utilizzare per cercare di sfuggire alla cattura dei nazisti e dei fascisti.

Soddisfazione è stata espressa per la decisone del Campidoglio dal presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, che si è detto orgoglioso di essere cittadino romano, aggiungendo che “la promessa è stata mantenuta: dopo più di tre anni, raccogliendo l’eredità del suo predecessore Walter Veltroni,  Alemanno ha fatto approvare la delibera. Un merito questo che va certamente al sindaco e alla sua giunta, ma che non va sottratto a tutti gli altri componenti del consiglio che sottraendosi alla fisiologica quanta sana discussione su ogni tema della nostra città, hanno votato e dato un segnale forte alla città. Sui temi come quella della Memoria il paese ha una condivisione collegiale e unanime”.

 

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