Costa Concordia, riprendono le ricerche

Costa_concordia_4I palombari hanno aperto un nuovo varco all’altezza del ponte 5, a una profondità di circa 20 metri. Intanto al Giglio nasce un comitato dei cittadini

ROMA – Dopo lo stop causato dalle cattive condizioni meteo, i sommozzatori hanno ripreso questa mattina le ricerche nel relitto della nave Costa Concordia. I palombari della Marina militare, dopo aver fatto esplodere una microcarica, hanno aperto un nuovo varco all’altezza del ponte 5, a una profondità di circa 20 metri. Il lavoro dei palombari è stato fondamentale per permettere ai sub di immergersi per tentare di recuperare i corpi che si pensa che ancora si trovino all’interno della nave.

Intanto è fermo a 17 il numero delle vittime del naufragio. Venerdì i sommozzatori della Guardia di Finanza hanno recuperato il corpo di una donna, con indosso la divisa di servizio, al Ponte 6. Il cadavere non è stato ancora identificato, ma l’unica donna membro dell’equipaggio presente nella lista dei dispersi è Erika Fani Soriamolina, barista peruviana che, secondo il racconto dei sopravvissuti, ha aiutato decine di persone a mettersi in salvo. Identificata anche una delle vittime recuperate nei giorni scorsi: si tratta della signora Inge Schall, cittadina tedesca.

Fino a venerdì erano state installate le valvole per l’aspirazione del carburante in quattro dei sei serbatoi della Concordia posizionati nella parte esterna dello scafo della nave. Da quando gli uomini della Smit e della Neri potranno tornare al lavoro servirà ancora mezza giornata di lavoro prima di iniziare il pompaggio. Nelle 6 cisterne sono contenuti circa i 2/3 di carburante: per estrarlo, iniettando allo stesso tempo acqua, occorreranno “non meno di tre settimane”.

Tempi ancora più lunghi serviranno per il ‘defueling’ dei serbatoi posizionati all’interno dello scafo, vicino alla sala macchine: “E’ difficile fare una previsione – ha precisato Bart Huizing, salvage master di Smit – perché non abbiamo ancora avuto accesso all’area. Sicuramente sarà un’operazione più lunga e più complicata”.

Intanto gli isolani sono in fermento. Un incontro pubblico “per discutere la formazione di un comitato cittadino a tutela degli interessi della popolazione”, è quanto si legge su un volantino attaccato questa mattina negli esercizi commerciali del porto dell’isola.

Già ieri, dopo che il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli aveva parlato di un anno per rimuovere il relitto della Concordia, adagiato davanti all’ingresso del molo dalla sera del 13 gennaio scorso, gli operatori turistici e i commercianti del Giglio avevano iniziato a pensare alla formazione di un comitato.

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