Scatta oggi la supertassa sui permessi di soggiorno

permesso_di_soggiornoI ripensamenti di Riccardi e Cancellieri non hanno convinto il CdM: nessuno sconto e un contributo dagli 80 a i 200 euro

ROMA – Parte oggi la supertassa sui permessi di soggiorno prevista dal decreto Maroni – Tremonti. Il Consiglio dei Ministri di venerdì non si è accordato, infatti, sulla modifica del decreto che ha stabilito la stangata dagli 80 ai 200 euro per la tassa di rinnovo e rilascio dei permessi di soggiorno e gli sconti annunciati sono saltati.
La tassa era stata soggetto di grosse polemiche, molte le associazioni che ne avevano richiesto l’abolizione. A inizio gennaio, il ministro  dell’Integrazione, Andrea Riccardi, e il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, avevano raccolto queste proteste e promesso “un’approfondita riflessione e un’attenta valutazione”, partendo dalla considerazione che “in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c’è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare”.

Cancellieri e Riccardi avrebbero voluto, prima del 30 gennaio, una sospensione dell’entrata in vigore, in modo da introdurre esenzioni e riduzioni in base al reddito degli immigrati regolari e al numero dei figli. Era stata valutata la possibilità di inserire la sospensiva nel decreto sulle semplificazioni approvato venerdì dal Consiglio dei Ministri ma il ministero dell’Economia, a quanto pare, avrebbe avanzato forti dubbi.
Non è ancora detta l’ultima parola: sembrerebbe che si stia continuando a lavorare agli sconti con un provvedimento di riordino complessivo della normativa sui permessi di soggiorno.

Scontata la ripresa della bagarre e la nascita di nuove problematiche: un provvedimento nuovo di zecca, infatti, per essere approvato dovrà trovare consenso in Parlamento, mentre i ripensamenti di Riccardi e Cancellieri sull’operato di Maroni e Tremonti avevano già ottenuto nelle scorse settimane, proprio su questa questione, l’effetto di ricompattare il fronte Lega-Pdl, contro Pd, Italia dei valori, Udc, Futuro e Libertà e tutto l’ associazionismo cattolico.
Il problema sarà quello di tentare di evitare che in futuro lo Stato sia sommerso dai ricorsi se le regole cambieranno dopo che molti immigrati avranno già versato la tassa.

Il “Contributo per il rilascio e il rinnovo del permesso  di  soggiorno” era nato col decreto 6 ottobre 2011, firmato dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di concerto con il responsabile del Viminale, Roberto Maroni. La tassa, che entra in vigore oggi, varia a seconda del tipo di permesso richiesto: si va dagli 80 euro per quello di durata inferiore o pari a un anno, fino ai 200 euro per il rilascio del permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo. Tassa che si va a sommare  ai 57 euro che i migranti già versano per i costi amministrativi e postali della pratica.

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