17:48 | Ippica, giallo su fondi “scomparsi”

Scoppiano le proteste sul web e nei commenti di radio-ippica dopo che si è diffusa la voce secondo cui il ministero dell’Agricoltura avrebbe destinato a altri capitoli di spesa una grossa fetta (100 milioni) dei fondi che la Ragioneria di Stato aveva stanziato per fronteggiare l’emergenza dell’ippica.

Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, l’Assi ha confermato di aver ricevuto dal Ministero la comunicazione di un contributo di 40 milioni, appunto quanto avanzati “dei 139 milioni che avrebbero dovuto essere destinati al sostentamento del settore”.

Oltre a sollecitare una presa di posizione ufficiale da parte del Ministero, la Gazzetta punta il dito anche contro il Commissario dell’Assi Varrone, che “in tutta la vicenda ippica dell’ultimo anno non ha mai ufficialmente preso una qualsiasi posizione, rimanendo sempre dietro le quinte”.

Intanto lo stop delle corse sta mettendo a rischio l’intero settore. “Nell’ultimo mese centinaia di addetti ai lavori hanno già cambiato mestiere (meglio, sono alla ricerca di un’altra occupazione) e migliaia di cavalli – sarebbero circa tremila – sono usciti per sempre dai centri di allenamento e dal mondo delle corse”. E’ l’allarme che lancia la Stampa che ricorda come l’ippica abbia subito “negli ultimi 10 anni una progressiva involuzione che ha contribuito a dimezzare il montepremi totale delle corse – l’unica risorsa del settore – nei 45 ippodromi della Penisola”.

Ad affrontare la questione è Roberto Brischetto, 57 anni, titolare dell’Allevamento Il Grifone di Vigone, che nel 2011, come allevatore e proprietario di cavalli, ha vinto la classifica nazionale per somme vinte e numero di successi nelle corse al trotto. Nonostante il palmares, anche Brischetto si torva a dover fare i conti con la crisi del settore (“un mese di stop delle corse ha significato un disavanzo di circa un milione di euro, tra spese e mancati guadagni”), e sottolinea che “anche se il Governo deciderà di intervenire per salvare il mondo delle corse, molti cavalli, almeno 6-7 mila, non potranno mai più scendere in pista. Una parte potrebbe essere destinata, a titolo pressoché gratuito, all’ippoterapia”, altri cavalli sarebbero forse assorbiti dal cinema, dai circhi o da altre forme di spettacolo.

“C’è poi il cosiddetto cavallo da compagnia per chi ama il trekking in sella, un hobby tuttavia ridottosi sensibilmente dopo che il redditometro ha considerato un lusso possedere un cavallo”. E ancora, molti cavalli finiranno nel giro delle corse illegali. “Non si può negare che, soprattutto nel Sud dell’Italia, le corse ippiche clandestine sono ancora una triste realtà” sottolinea Brischetto, che invece non vuole nemmeno considerare la macellazione.

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