Celentano a Sanremo, il suo cachet da nababbo per i poveri

Adriano_CelentanoDopo le polemiche, anche politiche, scoppiate intorno al suo compenso, la decisione di devolvere tutto in beneficenza

ROMA – Alla fine pare proprio che ci sarà. Dopo giorni di ipotesi, indiscrezioni e interventi di esponenti politici di entrambi i poli, l’affaire Celentano al Festival di Sanremo 2012 si è concluso con un esito positivo. Il molleggiato tornerà dunque a calcare il palco della manifestazione canora, al via dal prossimo 14 febbraio nella Città dei fiori, con un cachet di tutto rispetto, forse un po’ esagerato per un paese in piena crisi economica. Ma a tranquillizzare gli animi è intervenuto il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, che ha rassicurato gli indignados italiani anti- Celentano: “Devolverà tutto in beneficenza”.

Ancora non è chiaro per quante serate il cantante milanese si esibirà a Sanremo, ma già si cominciano a fare i primi conti in tasca all’azienda televisiva pubblica italiana. “Prenderà 350 mila euro se si esibirà una sola sera, 700 mila euro se si esibirà due sere e fino a 750 se le serate diventeranno di più”, ha dichiarato Mazzi nel corso della conferenza stampa di presentazione ufficiale, tenutasi questa mattina al teatro del Casinò della cittadina ligure, alla presenza del direttore di RaiUno Mauro Mazza e del team del festival composto da Gianni Morandi e Rocco Papaleo. Sottolineando come l’intero compenso andrà in beneficienza e anzi aggiungendo che “il cantante si farà personalmente carico degli oneri fiscali legati ai compensi e saranno a carico suo anche tutte le spese di permanenza all’Ariston.

Tanto per essere chiari: venire a Sanremo a lui costerà un sacco di soldi”. Il compenso sarà devoluto in parte a uno o due ospedali di Emergency e alle famiglie povere di sette città italiane, di cui Celentano ha già provveduto ad avvisare i rispettivi sindaci per la segnalazione di casi particolarmente difficili, tra cui Pisapia, primo cittadino di Milano, Tosi di Verona, Alemanno di Roma e De Magistris di Napoli.

Ma le polemiche non accennano a placarsi. Anzi. Il caso-Celentano ha incrementato il dibattito in aula sul servizio pubblico radio televisivo. Dopo che nei giorni scorsi la senatrice Adriana Poli Bortone aveva proposto dalla sua pagina Twitter di boicottare il Festival di Sanremo, spegnendo la tv al momento della performance del molleggiato, anche il deputato del Pd, Marco Carra, ha puntato il dito contro un compenso che giudica “immorale e sproporzionato”. Carra ha infatti depositato un’interrogazione parlamentare sul tema per chiedere ai ministri Monti e Passera “quali strumenti siano a disposizione dell’esecutivo per evitare, nel rispetto dell’autonomia gestionale della Rai, compensi eccessivamente elevati.

Mentre il governo richiede agli italiani enormi sacrifici economici e sociali – sottolinea Carra – l’erogazione di compensi sembra non tener conto della grave condizione economica in cui versa il paese. Non vogliamo minimamente mettere in discussione la qualità dello spettacolo che sarà offerto da Celentano – conclude il democratico – ma il Governo deve essere consapevole che il pagamento di un cachet così elevato da parte della televisione di Stato non aiuta, di certo, la ricerca di quella coesione sociale fondamentale per uscire uniti dalla crisi”.

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