Profumo si dimette da presidente del Cnr

ProfumoGià autosospesosi lascia dopo le polemiche. Dimissioni anche del ministro Clini da presidente di Science Park

ROMA – Alla fine ha gettato la spugna e si è dimesso dal più grande ente di ricerca italiano. Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, lascia così la presidenza del Cnr dopo le numerose polemiche per l’incompatibilità tra la carica di titolare del Miur, che vigila sul Cnr, e quella di presidente dello stesso ente.

La decisione è arrivata in tarda serata, anche se lo stesso ministro aveva più volte precisato di essersi subito autosospeso da presidente, aver nominato un vicepresidente e di aver dato una delega ad un suo sottosegretario.

”Mi dimetto dalla carica di presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ha detto Profumo in una dichiarazione – per ottemperanza agli obblighi di legge rispetto delle istituzioni e senso di responsabilità nei confronti del Governo e dello stesso Cnr, dal quale peraltro mi sono immediatamente autosospeso”.

”Nel momento in cui il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, mi ha onorato della designazione a ministro – ha ricordato Profumo – avevo appena avviato in qualità di presidente del Cnr un complesso processo di modernizzazione organizzativa e gestionale dell’ente. Naturalmente la scelta di autosospendermi e non dimettermi immediatamente aveva la sola finalità di preservare la continuità di azione del Cnr, in una fase particolarmente delicata, evitando in quel momento uno stallo amministrativo che avrebbe rischiato di pregiudicare il processo avviato”.

Profumo ha ricordato come ”da subito in qualità di ministro pro-tempore dell’Istruzione, Università e Ricerca, non mi sono più occupato del Cnr, avendo delegato i miei poteri al vicepresidente Maria Cristina Messa e affidato l’esercizio dei poteri di vigilanza del ministero al sottosegretario Marco Rossi Doria”.

L’auspicio del ministro è che ”il percorso di rinnovamento e riorganizzazione del maggior ente di ricerca italiano, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare, non subisca ora alcun arresto, ma anzi possa proseguire sulla strada della maggiore efficienza e competitività internazionale. Nel pieno delle mie prerogative di ministro vigilante mi impegnerò in tal senso”.

La decisione di Profumo di dimettersi da numero uno del Cnr segue una serie di polemiche venute da più parti politiche, a iniziare dall’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni.

Nello stesso giorno arrivano anche le dimissioni da presidente di Area Science Park di Trieste del ministro dell’Ambiente Corrado Clini. “Con grande dispiacere – scrive Clini – mi dimetto da presidente di Area Science Park di Trieste”. Il ministro dell’Ambiente lascia così il polo tecnologico friulano scrivendo una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Monti.

Incompatibili, secondo la querelle scoppiata in questi giorni le sue cariche di presidente del consorzio triestino e di ministro.

“Caro presidente – scrive Clini – è stata sollevata in questi giorni una polemica pubblica sulla mia presunta incompatibilità con il ruolo di presidente di Area Science Park di Trieste. A questo proposito desidero informarti che ho congelato la mia posizione e funzione di presidente dalla data del giuramento come ministro, e che da allora le funzioni di presidente sono esercitate dal vicepresidente secondo quanto stabilito dallo statuto di Area Science Park”. Decisione questa, prosegue il ministro nella missiva, che “comporta anche l’esclusione da ogni indennità, peraltro mai percepita anche prima della nomina a ministro”.

A questo punto Clini ricorda che il consorzio di ricerca “é un ente pubblico nazionale di ricerca vigilato dal ministero dell’Istruzione. Mentre il ministero dell’Ambiente, non esercita funzioni di vigilanza o altri poteri nei confronti di Area Science Park”.

“E’ evidente – prosegue Clini nella lettera a Monti – che la mia posizione attuale di ministro non presenta alcun profilo di conflitto di interessi, e ritengo che la mia decisione di ‘autosospendermi’ dall’esercizio delle funzioni di presidente corrisponda a quanto richiesto dalla legge in materia di risoluzione dei conflitti di interessi, n. 215 del 2004”. Quindi il passaggio finale sulle polemiche. Lo stesso Clini nei giorni scorsi in un’intervista aveva indicato metà febbraio come termine di decisione da parte dell’Antitrust. E scrive: “Tuttavia le polemiche sollevate in sede politica e sulla stampa indicano che la questione non può essere affrontata in modo sereno e razionale.

Con grande dispiacere – conclude – mi dimetto da presidente di Area Science Park di Trieste”. Clini ha ricevuto la nomina di presidente del centro triestino lo scorso 13 agosto nell’ambito di una serie di nomine per i vertici degli enti pubblici di ricerca da parte dell’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, quando era ancora direttore generale del Ministero dell’Ambiente. Il sistema Area Science Park riguarda servizi, metodologie e tecnologie per la competitività di imprese e territori.

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