Via libera del Comune al Piano casa

Piano_casaSconti del 30% per interventi prima casa e meno vincoli e agevolazioni per i cambi di destinazione d’uso

 

ROMA – L’Assemblea Capitolina ha approvato ieri sera il Piano Casa regionale. Sono stati 35 i voti favorevoli, 8 i contrari (i gruppi del Pd, Sel, Lista civica Rutelli) e un astenuto, il consigliere comunale Vigna (Api).

Alla fine la votazione della delibera è arrivata nonostante la lunga battaglia d’aula (250 emendamenti e 20 ordini del giorno), condita dalle proteste di Action e i movimenti per la casa che sin dal mattino hanno occupato prima uno stabile dismesso dell’ospedale Forlanini poi in Campidoglio, dove nell’aula Giulio Cesare il consigliere di Action, Andrea Alzetta, è salito sulla statua del console romano con dei cartelli contro la delibera.

La seduta è stata complessa perché con questa delibera si dà attuazione alla legge regionale che segna i limiti e amplia alcuni paletti entro cui il piano casa della Regione Lazio può essere attuato all’interno del territorio della Capitale. Il discrimine, posto con il maxiemendamento, è stato il contributo straordinario a carico dei costruttori che si aggiunge agli oneri concessori. Nella delibera originaria, infatti, questo contributo era applicato su tutti i cambi di destinazione d’uso mentre con la modifica dell’emendamento di giunta si somma agli oneri concessori solo nel caso di cambio di destinazione d’uso dei terreni.

“E’ un regalo ai costruttori” per il Pd, che ha votato contro la delibera oltre ad aver presentato più di 200 tra emendamenti e ordini del giorno. “Il sindaco consegna Roma ad un abusivismo legalizzato che nulla a che vedere con l’emergenza abitativa” ha osservato il capogruppo del Pd Umberto Marroni. Unico aspetto positivo, per il Pd, è l’avere «limitato l’ambito di applicazione della delibera alla città storica”.

A favore del piano casa ha votato, oltre al Pdl, anche l’Udc che in Campidoglio è all’opposizione. Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio, parla di “risposte positive per le famiglie e per le piccole e medie imprese, con soluzioni concrete per l’emergenza abitativa, la crisi economica e la disoccupazione”.

Nel documento “vengono previsti sconti – ha spiegato il presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, Marco Di Cosimo (Pdl) – del 30% sugli oneri concessori per chi fa interventi sulla prima casa. Ancora una volta dunque, con capacità forniamo risposte alle esigenze della Capitale e dei cittadini, pianificando non solo una rinnovata politica della casa ma anche dando uno strumento forte per il rilancio della produttività del tessuto economico di Roma”. Inoltre, vengono esclusi dall’ambito di applicazione del piano casa regionale la città storica e gli edifici di pregio e limitato l’aumento di cubatura nelle zone a ridosso delle mura.

“Questo è un passo importante – sottolinea l’assessore comunale all’Urbanistica Marco Corsini – perché abbiamo trovato con la Regione un equilibrio tra la specificità architettonica, edilizia e territoriale complessa di questa città e la necessità di stimolare l’economia”. Secondo fonti regionali, dal 15 settembre ad oggi sono già state presentate nei 378 Comuni del Lazio circa 1.500 domande di ampliamento di immobili.

Alleghiamo di seguito il testo completo della delibera:

 Delibera_Piano_Casa_RomaCapitale.pdf


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