Dipendenti statali dell’Isiao senza stipendio e abbandonati

terzi-santagata-giulioDa 8 mesi senza retribuzione e prospettive a causa di un deficit del ministero degli Esteri. IFp-Cgil, “situazione intollerabile”

ROMA – Sono solo 18 ad essere non retribuiti da mesi e il numero di per sé non fa davvero scalpore in questi tempi di cifre allarmanti su ogni fronte. Ma quello che stupisce della vicenda dei 18 impiegati dell’Isiao (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente) è che essi siano impiegati statali, vincitori di regolare concorso. Da giugno scorso queste persone non percepiscono lo stipendio a causa di un deficit di bilancio che il ministero degli Esteri, organo vigilante, non riesce ancora a quantificare ma per cui si pensa a una cifra che va da un milione e mezzo a tre milioni di euro: questo immenso buco ha portato a giugno all’annuncio del commissariamento, che è diventato effettivo solo a dicembre. Nel mentre, i dipendenti del prestigioso istituto, cui fa capo anche il Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma, sono stati completamenti abbandonati a loro stessi, senza stipendio e senza alcuna certezza.

A denunciare questa situazione critica è stata la Fp-Cgil di Roma centro, che giudica  “intollerabile e inaspettata” una situazione simile per chi lavora nella pubblica amministrazione. In Ministero degli Affari Esteri, secondo il sindacato, dopo aver posto in liquidazione coatta amministrativa l’Isiao, non si è assunto la responsabilità della questione. Dal canto suo, il ministero assicura che si tratta solo di una situazione provvisoria e che al più presto i 18 dipendenti saranno ricollocati presso la stessa Farnesina o in un’altra amministrazione centrale dello Stato.
Prima, però, è necessario valutare l’entità reale del disavanzo che, secondo indiscrezioni, si presenta molto più grave del previsto. Dopodiché, oltre a salvare gli impiegati risolvendo il problema contingente degli stipendi, si penserà anche a recuperare nel miglior modo possibile le funzioni dell’Isiao, creando un’agenzia o una fondazione.

A detta del sindacato, il comportamento tenuto dal ministero è del tutto inaccettabile: “Si ricorda che altri ministeri vigilanti, in analoghe situazioni, si sono assunti pienamente la responsabilità del personale degli enti disciolti. Centinaia di unità di personale dell’Ice, dell’Enit e dell’Eti sono stati assorbiti senza perdere un giorno di stipendio presso altre amministrazioni pubbliche ed in particolare presso i rispettivi ministeri vigilanti. Non si comprende perché il ministero degli Esteri non adotti questa soluzione per soli 18 dipendenti dell’Isiao”.

Questo ente si aveva lo scopo di attuare programmi di studi e di ricerche, di realizzare progetti di cooperazione, consulenza e assistenza, con particolare riferimento alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale dei paesi dell’Africa e dell’Asia e effettuare missioni, acquisire e conservare ogni tipo di documentazione sul patrimonio storico, artistico e culturale del mondo africano e asiatico, nonché sulla sua situazione politica, economica, sociale.
Il gelo, metaforico e non, che si è abbattuto sull’Italia non risparmia nemmeno gli enti statali.

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