Raffaele Ferrara resta al comando dei Monopoli di Stato

Raffaele_FerraraConfermato dg dopo 3 anni di carica. Dovrà affrontare le polemiche sull’ambigua campagna “Giovani e Gioco”

ROMA – Il matrimonio tra Raffaele Ferrara e i Monopoli di Stato continua felicemente. Il Governo, infatti, ha confermato l’avvocato Ferrara come direttore generale. Il decreto di nomina del Presidente del Consiglio sarà approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Ferrara, catanzarese, classe 1954, è in carica come dg di Aams dall’estate del 2008, quando prese il posto di Giorgio Tino.

Alle spalle un curriculum prestigioso, che lo vede dal 1993 al 2001 dirigente delle Ferrovie dello Stato, dove rivestiva la carica di Direttore Centrale Legale e Fiscale della FS Holding, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo di tutte le attività legali e tributarie del Gruppo.

Dal 2002 al 2006, Ferrara ha assunto la responsabilità di massimo vertice dell’Amministrazione Finanziaria quale direttore generale dell’Agenzia delle Entrate. È stato componente, in qualità di esperto, della Commissione Consultiva per la Riscossione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e componente del consiglio di amministrazione della SOGEI SpA.

Per tre anni, dal 2005 al 2008, è stato presidente di Riscossione, poi Equitalia, holding di Stato nella riscossione erariale ed extraerariale.Nel settembre scorso si erano sparse voci insistenti che lo volevano alla direzione del Demanio pubblico: lo stesso Ferrara sembrava aver manifestato la preferenza per lo spostamento verso un’agenzia fiscale, ma alla fine la cosa non andò in porto.

Viene quindi confermato ai Monopoli di Stato che, recentemente, sono stati oggetto di una segnalazione. La pietra dello scandalo era una pubblicità passata in televisione che ha suscitato non poche perplessità. Il titolo, già di per sé eloquente, era “La prima volta non si scorda mai”, il protagonista un ragazzo che invece che prepararsi per la sua prima uscita con una coetanea, si preparava al primo appuntamento con una macchinetta mangiasoldi. Lo spot è stato ragionevolmente rimosso sia dalla tv che da Youtube.

Ma questa non è stata l’unica caduta di stile. I senatori Baio, Li Gotti, Garavaglia, Lauro e Gustavini hanno infatti mandato una missiva al presidente del Senato, Renato Schifani per denunciare una campagna dei Monopoli sui rischi connessi al gioco, che da anni passa nelle scuole. Tale campagna, “Giovani e gioco”, “dovrebbe sensibilizzare sul rischio dei giochi, ma invece appare equivoca, dannosa e diseducativa” secondo i mittenti.

Emanuela Baio dell’Api affonda il coltello avvertendo che il gioco d’azzardo fa male “e può diventare patologico ed è questo il messaggio che una campagna di educazione dovrebbe lanciare. Peccato che quella messa in piedi dall’amministrazione dei Monopoli di Stato sembra addirittura promuovere in modo subdolo il gioco d’azzardo. La campagna fa leva sull’importanza della dimensione ludica senza definire in modo netto il confine tra ciò che è ludico e ciò che è azzardo, e quindi dannoso”.

Staremo a vedere se il neo confermato presidente darà un giro di vite su questa questione quanto mai ambigua, rassicurandoci sull’interesse verso i giovani quali potenziali vittime di ludopatia e non come potenziali nuovi scommettitori.

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