L’intricato nodo Unipol Fonsai e l’intervento di Vegas

Vegas_sliderNell’ultimo schema dell’operazione spariti gli indennizzi per i membri della famiglia Ligresti

 

ROMA – La famiglia Ligresti, dopo mesi di tira e molla, alla fine è stata costretta a cedere tutti i gioielli di casa, Premafin, Fonsai e Milano Assicurazioni. Unipol, il colosso assicurativo della Lega delle cooperative si è aggiudicato il diritto di acquistare l’intera catena di comando del gruppo.

Come dovrebbe avvenire il passaggio di proprietà? Si tratta naturalmente di una complessa operazione di ingegneria finanziaria che sta impegnando i maggiori esperti della materia sia dalla parte del venditore che del compratore.

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Semplificando al massimo i vari passaggi, le cose dovrebbero andare più o meno così. Premafin delibera un aumento di capitale di 400 milioni riservato a Unipol che sottoscrive per intero, divenendo socio di maggioranza assoluta della holding ex Ligresti. Con quei soldi Premafin sottoscrive per la sua quota un aumento di capitale da 1.100 milioni di euro contestualmente varato da Fonsai, mantenendo così inalterata la sua partecipazione di controllo del 36% della società assicurativa. La figura, che prendiamo in prestito dal quotidiano Linkiesta, spiega meglio di tante chiacchiere la dinamica degli incroci.

Ora la palla passa all’esame degli organi di controllo, primo fra tutti la Consob che dovrà giudicare, tra le altre cose, sull’esenzione o meno del compratore (Unipol-Finsoe) dall’obbligo dell’Opa sull’intero capitale di Premafin-Fonsai, esenzione che, in base alla legge, può essere concessa solo in caso di salvataggio di una società quotata.

Ma l’architettura dell’operazione è tutta farina del sacco delle due parti, oppure lo schema pensato inizialmente è stato corretto in itinere a seguito di autorevoli pareri? Pare che sia andato proprio in questo secondo modo e che il suggeritore sia stato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. L’intervento correttivo ha scatenato le ire di un altro commissario dell’Authority, Michele Pezzinga, che a mezzo stampa ha giudicato l’iniziativa del presidente “del tutto irrituale e non so quanto legittima in una fase in cui eravamo in attesa del quesito”.

famiglia_Ligresti

Sulla controversia interna alla Consob si è scatenato un putiferio di polemiche, più o meno strumentali, che continuano ancora oggi ad occupare le cronache economiche (e giuridiche) dei media. Gli interrogativi intorno a cui ruotano possono essere così espressi: può il presidente dell’organo di controllo manifestare una moral suasion nei confronti dei protagonisti della più importante operazione finanziaria del nostro Paese? La tutela degli interessi di tutti gli azionisti coinvolti e la correzione delle più opache manovre (tra cui l’indennizzo, comunque camuffato, ai membri della famiglia Ligresti) prevalgono o no sul rispetto formale delle regole comportamentali? Il regolatore – per dirla con Massimo Mucchetti – deve obbligatoriamente giudicare ex post, anche se in tal modo è certo che il malato è destinato a morire e vanno in sofferenza altri portatori di legittimi interessi?

Di tutto ciò si parlerà ovviamente all’interno della Commissione Consob, anche se l’argomento non è all’ordine del giorno delle prossime riunioni. Così come è probabile che al presidente Vegas verranno poste domande sull’argomento da parte dei membri della Commissione finanze del Senato che lo hanno convocato per ascoltarlo su tutte altre materie.

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