Giallo nell’ippica, spariti 100 milioni di euro

Capannelle_sliderSettore sempre più in crisi. Continuano le proteste e gli scioperi. Scomparsi i fondi del Mipaaf

ROMA – Ingenti cifre che non si sa dove vadano a finire sono, purtroppo, un tema all’ordine del giorno. La tanto declamata trasparenza di cui l’oppositore di turno si riempie la bocca, sembra restare in tutti i campi della res publica una vera chimera. Ne è un perfetto esempio il caso eclatante che sta coinvolgendo il mondo dell’ippica in queste ore.

Ben 100 milioni di euro sembrano essere svaniti nel nulla. Questo colpo da maestro che potrebbe fare invidia al più navigato dei maghi, sembra trovare la sua paternità invece nel Mipaaf (il ministero delle Politiche agricole ambientali e forestali). A quanto pare, infatti, il ministero avrebbe dirottato su altri capitoli di spesa ben 100 milioni dei 140 stanziati per l’emergenza ippica dalla Ragioneria di Stato. Dove poi sia finita questa montagna di soldi è tutto da scoprire.

Un altro durissimo colpo, dunque, al mondo dell’ippica, annientata a -40% dopo il mese di sciopero. La protesta continua anche in queste ore: questa mattina, infatti, più di 200 persone hanno occupato la sede dell’Assi (ex-Unire), a Roma, impedendo l’ingresso ai dipendenti. Le proteste scaturiscono dai mancati interventi della politica, un esempio su tutti è il Milleproroghe, e dalla nuova batosta dei 100 milioni spariti.

Intanto lo stop delle corse sta mettendo a rischio l’intero settore. La notizia dei fondi negati ha avuto l’effetto di rafforzare gli appartenenti al settore nella protesta: “in questo momento chiediamo il massimo della solidarietà da parte di tutti: dobbiamo continuare a non correre in nessun ippodromo d’Italia. Perché se c’è una speranza di riavere i 100 milioni che ci spettano, è il momento di essere uniti e compatti” recita un comunicato dell’Unione nazionale allenatori galoppo.

La crisi del settore non ha mancato di portare i suoi nefasti frutti. Nell’ultimo mese centinaia di addetti ai lavori sono stati costretti a cambiare lavoro (o almeno tentare di farlo) e molti cavalli, circa tremila, sono usciti per sempre dai centri di allenamento e dal mondo delle corse. Il futuro di una parte di questi animali potrebbe essere quello delle corse clandestine o, ancor peggio, la macellazione.

Il 2011 è stato a tutti gli effetti un anno horribilis per le scommesse ippiche, con un calo del movimento di gioco, rispetto al 2010, pari al 20,78%. Ippica e totalizzatore nazionale, nel 2011, segnano insieme una raccolta di 1,37 miliardi, ben 359 milioni di euro in meno rispetto agli 1,73 miliardi dell’anno precedente. E il passivo sale a 610 milioni nel confronto col 2009 (in cui la raccolta sfiorava i 2 miliardi). Diminuito anche il numero delle corse che si attesta a -12,79%. Il dato relativo ai cavalli partenti evidenzia un calo leggermente inferiore: -10,51%.

In questo quadro sconfortante, si è andato a inasprire anche il confronto tra la proprietà dell’ippodromo di Tor di Valle e i rappresentanti dei lavoratori. La società che gestisce il trotter capitolino aveva chiesto la messa in cassa integrazione al 50% dei lavoratori in forza all’ippodromo, dato il momento di crisi. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto invece il coinvolgimento delle istituzioni e dei ministeri competenti per l’avvio di un piano di ristrutturazione che porti alla salvaguardia dei posti di lavoro. La richiesta non è stata però accettata dalla proprietà dell’ippodromo, che ha minacciato la messa in mobilità dei lavoratori. Di conseguenza i sindacati hanno abbandonato la trattativa, riservandosi di intraprendere tutte le iniziative sindacali del caso.

L’ippica sta soffrendo fino all’osso di questa situazione asfittica per cui si auspica un intervento rapido ed efficace. Un minimo di trasparenza, poi, abbiamo capito che è chiedere troppo.

 

ULTIM’ORA

16:03 | Ippica, Ministro Catania conferma avvenuto taglio

A margine della conferenza di presentazione della Fiera Agricola di Verona, il ministro dell’agricoltura Mario Catania interviene sugli ultimi sviluppi della crisi dell’ippica, e in particolare sull’occupazione dell’Assi e sui 138 milioni erogati dalla Ragioneria di Stato e poi diventati circa una quarantina nel bilancio previsionale del Ministero.

“Sono informato del fatto che in queste ore, una sostanziosa rappresentanza del popolo ippico ha occupato gli uffici dell’Assi. In virtù di questo fatto –  spiega il ministro all’agenzia Agicos – ho deciso di incontrare le categorie in un confronto serio e costruttivo che si terrà domani. Prima dell’incontro farò un ulteriore passaggio con il ministero dell’Economia per ovvi motivi (la materia delle scommesse ippiche ricade sotto la competenza del Mef, mentre la parte sportiva ricade sotto quella del Ministero dell’Agricoltura, ndr).

In questo periodo non siamo stati certo con le mani in mano – prosegue Catania – ma abbiamo realizzato una fotografia dettagliata del settore grazie alla quale siamo ora in grado di capire quali siano gli interventi urgenti di cui necessita il settore. Per far tornare competitivo il settore occorre rivedere i prelievi che gravano su di esso, così come va rivisitato e reso più affidabile il prodotto delle corse”.

Per quanto riguarda invece il contributo dei 138 milioni, il ministro spiega ancora che “la Ragioneria dello Stato, in base al decreto 185, ha erogato quella somma perché venisse destinata al comparto ippico. Va precisato però che questa somma è stata ridimensionata già nell’ultimo periodo del precedente Governo, quando ai Ministeri arrivò l’ordine perentorio di abbattere i costi variabili. Essendo questo il costo più importante nel bilancio del Mipaaf, è stato anche il più penalizzato”.

Potrebbero interessarti anche