Giustizia sportiva, arriva la riforma dei sette saggi

PetrucciApprovata dal Consiglio nazionale del Coni. Due soli gradi di giudizio e 90 giorni per chiudere le inchieste

ROMA – Il Consiglio nazionale del Coni ha approvato le modifiche allo statuto del Comitato nazionale e ai principi fondamentali degli statuti federali sulla giustizia sportiva. Per completare l’iter (la riforma dovrà essere approvata dal ministro Gnudi), ci vorranno almeno un paio di mesi.

Le nuove norme sono state messe a punto da una Commissione di Saggi”, composta da esperti giuridici di altissima levatura, incaricata dalla Giunta di fornire concrete indicazioni sui provvedimenti da assumere.

Le proposte prevedono l’adozione di modifiche e integrazioni sia allo Statuto del Coni sia ai Principi fondamentali degli statuti federali, con particolare riferimento all’abbreviazione dei termini e dei gradi della giustizia sportiva, agli effetti della decisione della giustizia sportiva, alla revisione del giudicato sportivo, alla limitazione e assicurazione del rischio federale, all’indipendenza dei giudici sportivi.

Pasquale De Lise, ex presidente del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato, Giulio Napolitano, professore di diritto pubblico (e figlio del Capo dello Stato, Giorgio), Paolo Salvatore, ex presidente del Consiglio di Stato, Piero Alberto Capotosti e Riccardo Chieppa, ex presidenti della Corte Costituzionale, Lamberto Cardia, ex numero uno della Consob, e Giovanni Verde, ex vice presidente del Csm, hanno dunque risposto all’esigenza sollevata dal numero uno del Coni Petrucci che ha chiesto a gran voce di portare lo sport fuori dai tribunali.

Cambiano dunque tempi e modalità di svolgimento dei processi sportivi. In base alle nuove norme le inchieste si dovranno concludere entro 90 giorni dalla loro apertura e non oltre un anno dai fatti, i gradi di giudizio saranno solo due (dopo il primo, bisognerà decidere se farsi giudicare dall’organo di appello della propria federazione o di rivolgersi all’Alta Corte presso il Coni o al Tnas) e i club o tesserati non potranno più chiamare in causa ulteriori avvocati e invocare vizi formali per la nullità delle decisioni.

La Commissione dei sette ha inoltre previsto l’istituzione di un fondo rischi per ogni federazione per far fronte ad eventuali richieste danni, che non potranno essere superiori al tesoretto previsto ad inizio stagione. Per ultima, ma non di minore importanza, la decisione di rendere effettiva la sospensione dalle cariche federali dei dirigenti anche se condannati soltanto in primo grado, come, ad esempio, il presidente della Lazio Claudio Lotito e quello del Genoa Enrico Preziosi. Per loro da oggi non servirà più la ratifica dei consigli federali. La sospensione permane sino alla successiva sentenza assolutoria o alla conclusione del procedimento penale o alla scadenza o revoca delle misure di prevenzione o di sicurezza personale.

E’ stato intanto nominato dalla Giunta, nella persona di Giulio Napolitano, il commissario ad acta per tutte le Federazioni che dovessero avere la necessità di adeguare lo Statuto in base alle modifiche introdotte da questo Consiglio.

Nel sottolineare il carattere cautelativo, e non sanzionatorio, della misura contenuta nel suddetto principio, Petrucci ha ribadito l’importanza dei valori etici insiti nello sport e dei doveri di lealtà, correttezza e probità, cui tutti i tesserati sono costantemente tenuti e, a maggior ragione, i componenti degli organismi del Coni, delle Federazioni, delle Leghe, delle Discipline associate, degli Enti di promozione, delle Associazioni benemerite. 

E’ stato infine sottolineato come la Figc, in relazione all’incresciosa vicenda delle scommesse, si stia muovendo con grande determinazione, grazie al lavoro del presidente Abete e della Procura Federale guidata da Palazzi, in fondamentale sinergia con le autorità della giustizia ordinaria. A tal proposito il presidente, ribadendo l’importanza della collaborazione tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, ha esortato “chi sa a parlare”. Dopo la relazione è intervenuto Chimenti (Golf) che ha sollecitato il ripristino degli Organi Direttivi dell’Istituto per il Credito Sportivo.

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