La Metro C rischia di rimanere incompiuta

Cantiere_metro_CUn rapporto della Corte dei Conti sottolinea come l’opera, i cui costi sono triplicati, non è priva di incognite

ROMA – Un’opera a metà che in più di vent’anni ha visto triplicare i costi e abbandonare per strada “qualificanti opere integrative e complementari”. È in poche parole il giudizio a dir poco negativo dei giudici della Corte dei Conti sul progetto della terza metropolitana della Capitale.

Nel dossier, i magistrati che per due anni hanno analizzato tempi, costi e procedure dell’operazione la cui fine è oggi incerta.

Si comincia appunto dai costi. Nel lontano 1990 l’opera era stata stimata in quasi due miliardi. In ventidue anni l’onere finanziario è cresciuto fino a raggiungere gli attuali 3 miliardi e 379 milioni. E questo nonostante si siano abbandonate qualificanti opere integrative e complementari come la tratta Colosseo piazzale Clodio, il cui progetto preliminare è sospeso da marzo 2010 e, sottolinea la Corte, c’è il rischio che non veda mai la luce.

“L’opera dunque risulta non priva di incognite sulla sua complessiva fattibilità, essendosi esauriti anzitempo le risorse per la sua realizzazione integrale”, scrive la sezione centrale di controllo della Corte dei conti.

Non solo. A pesare sui bilanci ci sono anche i cosiddetti collaudi. Secondo i giudici contabili quei compiti avrebbero dovuto essere affidati non all’esterno e «intuitu personae», bensì a personale interno a una struttura, quella di Roma metropolitane, «anche in considerazione che si tratta di una società che grava sul bilancio di Roma capitale, costituita da circa 180 persone, in gran parte ingegneri e tecnici».

“In violazione della normativa comunitaria – spiega la Corte – gli incarichi di collaudo sono stati affidati, intuitu personae, senza alcuna forma di selezione o pubblicità, pur in presenza di compensi rilevantissimi”. Compensi da circa mezzo milione di euro cada uno.

Insomma un’opera titanica, di cui Roma avrebbe un gran bisogno, congestionata com’è ogni giorno dalle macchine in circolazione. L’uso dei mezzi pubblici rappresenta nella capitale, sottolinea la Corte, il 28,2% della “mobilità motorizzata”, contro il 67,7% di Barcellona, il 63,6% di Parigi, il 47,7% di Londra e il 47% di Milano. Ultimi in classifica insomma anche a livello europeo dove il confronto tra la metropolitana romana e le altre linee europee è, dichiarano i giudici, impietoso. La relazione parla infatti di una ”lunghissima vicenda progettuale ed esecutiva la cui realizzazione era prevista per il Giubileo del 2000”.

“La relazione della Corte dei conti conferma quanto denuncio da anni: il completamento della Metro C è a rischio e non c’è alcuna certezza su tempi e costi”. A dichiararlo Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani.

“Affermo con ragionevole certezza – ha aggiunto – che la tratta sino al Colosseo sarà pronta a fine 2017 anziché a giugno 2016, come annunciato da Roma Metropolitane. Sfido il presidente Bortoli a scommettere il contrario. Quanto alla tratta centrale sino a piazzale Clodio – ha concluso Staderini – oltre ai soldi manca persino un progetto definitivo, anche perché si tratta di una “metro senza fermate” essendo state cancellate quasi tutte le stazioni”.

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