Lusi, fuori dal partito. E’ la sentenza del Pd

luigi-lusiGià escluso dal gruppo, è stato dichiarato ‘incompatibile’ dal partito. I garanti lo cancellano dall’albo degli iscritti

 

ROMA – L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi è stato dichiarato all’unanimità incompatibile con il Pd e i garanti del partito hanno adottato la massima sanzione prevista che è la cancellazione dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti.

Durante la riunione della commissione, spiega Berlinguer, “sono emerse gravi responsabilità da parte del senatore Luigi Lusi, non contestate dal senatore stesso. “Tutto questo – aggiunge Berlinguer – ha posto con evidenza l’incompatibilità della permanenza del senatore Lusi nel Partito democratico. Si è deciso quindi di procedere con la sanzione più grave prevista dall’ordinamento” ovvero “la cancellazione, questo è il termine tecnico corretto, dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti”.

Una decisione “unanime”, ha concluso Berlinguer. Lusi, secondo i garanti, “ha causato un grave danno al Pd e preoccupato l’opinione pubblica”. Berlinguer ha precisato che “l’espulsione non è una sanzione più prevista negli statuti dei partiti ma concettualmente la nostra decisione è la stessa. La decisione – conclude Berlinguer – non è appellabile perché non c’è un organo superiore alla Commissione dei garanti”.

Nel frattempo va avanti l’inchiesta della procura di Roma sull’appropriazione di 13 milioni di euro dalle casse della Margherita da parte dell’ex tesoriere Luigi Lusi. Anzi si allarga perché i pm vogliono capire se altri sapevano e se l’appropriazione abbia intaccato altri fondi.

I pm romani hanno ricostruito il percorso dei soldi, usciti attraverso decine di bonifici e finiti tutti nella disponibilità dell’attuale senatore del Pd. Ma ci sono ancora dei buchi neri da analizzare. Possibile che nessuno, all’interno del partito, si sia accorto degli ammanchi, tra il 2008 ed il 2011, tra i fondi ottenuti dalla Margherita sotto forma di rimborsi elettorali? Così, mentre si apre un nuovo filone di indagine per verificare se ci siano state appropriazioni anche da altri fondi, il pm Stefano Pesci ed il procuratore aggiunto Alberto Caperna vogliono verificare se qualcuno fosse a conoscenza degli illeciti prelievi di Lusi.

Lo stesso parlamentare, nel confessare le proprie responsabilità, non ha chiamato in causa altri soggetti. In particolare, ha detto di aver fatto tutto da solo e all’insaputa di chiunque altro. E allo stato rimane l’unico iscritto nel registro degli indagati.
Varie ipotesi, ma allo stato nessun riscontro, sono al vaglio degli inquirenti e dei militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza: tra queste anche che Lusi si appropriasse del denaro confidando sull’omertà di colleghi che avrebbe, eventualmente, potuto ricattare.

Per chiarire gli aspetti ancora oscuri è possibile che siano convocati a breve a piazzale Clodio alcuni parlamentari che hanno fatto parte della Margherita. Tra questi Renzo Lusetti ed Enzo Carra firmatari del ricorso presentato al tribunale civile di Roma per impugnare la validità dei rendiconti riguardanti il periodo 2009-2010. Quanto al nuovo filone di indagine gli inquirenti vogliono accertare se la “prassi” di Lusi di prelevare denaro dai fondi ricevuti dalla Margherita nel periodo 2008-2011 sia stato un fatto circoscritto ai rimborsi elettorali.

Per questo motivo le Fiamme gialle saranno chiamate presto a setacciare i documenti contabili relativi ad altre epoche e ad altra tipologia di fondi.

In attesa che si definisca la sorte processuale di Lusi, il quale ha chiesto ai pm di concordare un patteggiamento (ma al momento non c’é accordo sull’entità della pena) previa restituzione di cinque milioni di euro, ieri è intervenuto sulla vicenda il difensore dell’indagato, Luca Petrucci. “Luigi Lusi non ha mai usufruito dello scudo fiscale per far rientrare in Italia i soldi della Margherita – ha dichiarato – il senatore ha detto tutto quello che c’era da dire ai magistrati. Ora corrono tante notizie che non corrispondono alla realtà, in particolare che ha usufruito della legge sullo scudo fiscale per far rientrare in Italia i soldi della Margherita o che abbia mai scritto una lettera alla senatrice Finocchiaro con la quale le preannuncia che avrebbero dovuto espellere diversi altri senatori del Pd”.

Intanto il primo provvedimento nei confronti di Luigi Lusi lo prende l’ufficio di presidenza del Partito democratico del Senato, all’unanimità. Espulso dal gruppo, ma non dal partito né da Palazzo Madama. Per questo, occorrerà aspettare le decisioni della commissione di garanzia.

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