16:23 | Bambino gettato nel Tevere, domani interrogatorio del padre

Omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela: è per il momento l’accusa che il pubblico ministero Attilio Pisani contesta a Patrizio Franceschelli, che sabato scorso ha gettato nel Tevere il figlio di 16 mesi.

Nelle prossime ore che precedono l’interrogatorio di domani di Franceschelli per parte del gip per la convalida dell’arresto il pubblico ministero ha disposto una serie di accertamenti il cui risultato potrebbe far contestare all’indagato, reo confesso, anche l’aggravante della premeditazione.

Tutto è accaduto sabato mattina all’alba. In un raptus Franceschelli ha lanciato il figlio di 16 mesi nel Tevere. Il padre, pregiudicato di 26 anni, ha subito confessato davanti ai carabinieri: “L’ho gettato io nel Tevere”.

L’incidente è successo in seguito ad una lite con l’ex moglie a casa della zia. E’ stata proprio quest’ultima a chiamare il 112 chiedendo l’intervento dei carabinieri. Ma quando i militari sono arrivati sul posto il 26enne, che risulta avere precedenti per droga, era già uscito da casa portando via il bambino. Un testimone lo ha visto gettare qualcosa nel fiume da ponte Mazzini. Il giovane, rintracciato dai carabinieri del nucleo radiomobile e in stato di fermo, è stato poi interrogato. Quindi la sconvolgente confessione.

Del piccolo finora nessuna traccia nonostante l’intensa attività di ricerca, scattata immediatamente dopo la testimonianza dell’agente della polizia penitenziaria che ha notato il ragazzo con il bambino sul ponte Mazzini. Viste le difficili condizioni climatiche, si è avvicinato per chiedere se avessero bisogno di aiuto ma appena arrivato ha visto l’uomo gettare il bambino nel Tevere. La madre del bimbo è ancora in stato di choc.

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