Consiglio di Stato, Giancarlo Coraggio è il nuovo presidente

palazzo_spada1Domani passaggio di consegne con de Lise. Era a capo della Corte di giustizia federale durante il caso-Lotito

ROMA – Passaggio di consegne a Palazzo Spada. Domani a presiedere il Consiglio di Stato sarà chiamato Giancarlo Coraggio, che sostituisce ufficialmente il presidente uscente Pasquale de Lise. Quest’ultimo lascia l’incarico per sopraggiunti motivi d’età.

Coraggio, 71 anni, originario di Napoli, designato ieri a capo dell’organo di giustizia amministrativa dal governo Monti, è Consigliere di Stato dal 1973, dopo essere stato magistrato ordinario (dal 1965 al 1969) e poi sostituto procuratore generale della Corte dei Conti (dal 1969 al 1973). Nel 1973 ha superato il concorso a consigliere di Stato ed è stato assegnato alle varie sezioni dell’istituto, sia giurisdizionali che consultive.

È presidente di sezione dal 1981; è stato inoltre a capo del Tar Marche e del Tar Campania, e quindi della I sezione e della VI sezione del Consiglio di Stato. È stato presidente aggiunto del Consiglio di Stato dall’8 ottobre 2010. Dal 1988 al 1992 ha ricoperto la carica di vice segretario generale della Presidenza del Consiglio. Nell’esercizio di tali funzioni ha collaborato ad alcune rilevanti riforme, tra cui quella sanitaria, la legge quadro su pubblico impiego e quella sui lavori pubblici (l. n. 109/94). Ha scritto numerosi articoli, pubblicati sulle principali riviste giuridiche e voci dell’Enciclopedia del diritto e dell’Enciclopedia giuridica Treccani.

I più però lo ricordano per essere stato presidente della Corte di giustizia federale, il massimo organo di giustizia della Federazione Italiana Giuoco Calcio, che ha diretto dal 2007, anno della sua costituzione, fino a pochi giorni fa. Si era infatti dimesso all’inizio del mese scorso, con un lettera inviata al presidente della FIGC Abete, manifestando disappunto a seguito delle critiche ricevute dal parere dell’11 gennaio, adottato dalla Sezione Consultiva della Corte di giustizia federale, da lui presieduta. Il parere aveva stabilito che Claudio Lotito, attuale presidente della Lazio, non dovesse essere sospeso dal Consiglio federale, per effetto della condanna in primo grado nel processo di Napoli su Calciopoli.

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