Csm e Anm contro la responsabilità civile delle toghe

toghe_sliderUnicost chiede un plenum per discutere gli effetti della norma. Il sindacato delle toghe minaccia lo sciopero

ROMA – Un plenum straordinario da fissare con urgenza per “ribadire la pericolosa deriva che può discendere” dall’approvazione dell’emendamento sulla responsabilità civile delle toghe. Lo chiedono i togati di Unicost di Palazzo dei Marescialli al Comitato di presidenza del Csm, sottolineando che “la questione è già stata oggetto di attenzione da parte del Consiglio, ma oggi richiede una nuova presa di posizione”. Secondo i togati, “si insiste nel ricercare, quasi ad ogni costo, una responsabilità dei giudici nella ‘drammaticità’ delle scelte che il Parlamento è tenuto a compiere in questi giorni nell’affrontare i pesanti e drammatici problemi della giustizia italiana in un contesto politico, amministrativo ed economico che rischia di incidere ancor più negativamente sulle attuali condizioni della giurisdizione in Italia”.

Le norme approvate dalla Camera la scorsa settimana saranno anche al centro dei lavori del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale dei magistrati convocato urgentemente per domani. In quella sede, l’Anm potrebbe decidere una dura forma di protesta. “Lo sciopero è una possibilità concreta”, ha sottolineato Giuseppe Cascini, segretario del sindacato delle toghe. E alla domanda su come intenda replicare a chi dice che anche i magistrati devono pagare se sbagliano, Cascini risponde: “Non è questo il modo di impostare il tema. Chi sbaglia deve pagare, ma pensare che la parte che soccombe in un giudizio possa agire nei confronti del giudice che gli ha dato torto significa alterare i meccanismi di funzionamento della giustizia. E’ un’altra cosa, non si tratta di rimediare agli errori. Si tratta di dare uno strumento che sovverte il funzionamento stesso della giustizia. Il processo è fatto di una decisione tra due persone: uno ha torto e una ha ragione. Se si dà la possibilità a chi ha avuto torto di denunciare il giudice non se ne viene più fuori”.

E proprio pm e giudici, dovranno fare i conti con le elezioni per il rinnovo del parlamentino del loro sindacato, in programma fra poco più di una settimana. Non pensavano di dover fare i conti con iniziative che hanno sempre avversato, come appunto la responsabilità civile, almeno in quest’ultimo anno di legislatura. La maggioranza dell’Anm, Unicost più Magistratura democratica, si avviava infatti a presentarsi ai circa 9 mila iscritti quale forte artefice delle dimissioni del governo Berlusconi (in linea con quanto hanno evidenziato molti interventi dei magistrati nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario). Con ogni probabilità questo stato di cose potrebbe avvantaggiare elettoralmente Magistratura indipendente che non ha mai accettato in questi ultimi quattro anni la logica dello scontro con il governo e non ha voluto far parte della maggioranza che ha governato il sindacato.

(Valentina Marsella)

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