Si infiamma la corsa per il vertice di Confindustria

Squinzi_BombasseiI tre saggi al lavoro. Squinzi in fuga, ma Bombassei insegue. Il terzo incomodo Riello si ritira. Incerto il voto dei giovani


ROMA – I tre saggi (Luigi Attanasio, Antonio Bulgheroni e Catervo Cangiotti, con i primi due nello stesso ruolo anche nelle tornate precedenti, nel 2008 e nel 2004, che portarono all’elezione della Marcegaglia e di Luca di Montezemolo), incaricati dalla Giunta di Confindustria di sondare gli orientamenti dei 193 “grandi elettori” per la prossima presidenza, sono da qualche settimana al lavoro. E cominciano ad emergere, sia pure in maniera non ufficiale, le preferenze di alcune delle organizzazioni territoriali “di peso” e delle principali federazioni di categoria.

Com’è ormai noto, i “cavalli di razza” iscritti alla corsa sono due, il presidente della Mapei, Giorgio Squinzi, e il patron della Brembo, Alberto Bombassei. Con un terzo outsider, Andrea Riello, sostenuto da alcune realtà della provincia veneta.

Sulla base delle prime proiezioni, i bookmakers hanno cominciato a fare le loro previsioni e relative quotazioni dei candidati, sia pure con margini di approssimazione molto ampi. Ad oggi le quote dei tre concorrenti dovrebbero essere all’incirca queste: Squinzi 60% di probabilità, Bombassei 35% e Riello 5%.

Per il favorito si sarebbe schierata la maggioranza dei voti del Sud guidata dai siciliani Lo Bello e Montante, oltre ad alcune realtà territoriali del Nord, come Varese Genova e Bologna. Ma la sua vera forza starebbe nel sostegno manifestato, più o meno apertamente, da alcune tra le più importanti associazioni di categoria: la Federchimica, i costruttori dell’Ance, la Federmeccanica e i rappresentanti della moda (Smi) e delle industrie affini alla meccanica (Anima).

Fanno il tifo invece per Bombassei la Telecom di Franco Bernabè, Diego Della Valle e il suo amico, ex presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, l’emiliano Guidalberto Guidi (indiscrezioni vogliono la figlia Federica vice presidente della squadra Bombassei), oltre alle associazioni territoriali di Bergamo, Torino, Vicenza e Treviso.

La competizione dunque tra il “cattolico-dialogante” Squinzi e il “falco” Bombassei, a dispetto dei numeri, si presenta quanto mai avvincente con alcune incognite che alla fine potrebbero rivelarsi decisive. Cominciamo dall’Eni che, pur non disponendo per ragioni statutarie di un numero elevato di voti in assemblea, ha sicuramente un ascendente su una parte non trascurabile del mondo  imprenditoriale. Come in tutte le campagne elettorali che si rispettano, Scaroni starebbe trattando il suo appoggio a Squinzi in cambio di un posto di rilievo nell’organizzazione di viale dell’Astronomia e soprattutto di una sua “riserva di caccia” in campo energetico.

Collegata in un certo senso alla scelta di Scaroni, c’è anche l’incognita di Assolombarda, presieduta dall’ex Eni, Alberto Meomartini. Ma al di là delle preferenze personali del presidente, le province industriali della Regione si dividono tra i due candidati entrambi lombardi, pur con una leggera prevalenza del presidente di Mapei.

E ci sono infine i voti di due influenti elettori: il Gruppo Giovani presieduto da Jacopo Morelli e la Confindustria Lazio. I primi non hanno ancora deciso su chi far confluire i loro nove voti in Giunta. Per il Lazio invece non sono un mistero le preferenze di Aurelio Regina per Giorgio Squinzi, per il quale ha organizzato una cena “elettorale” in grande spolvero presso la Casina Valadier, che ha visto la presenza di tutti i big dell’industria pubblica e privata. In cambio Regina si attende una vicepresidenza pesante nella nuovo struttura confindustriale. Per essere tuttavia istituzionalmente “correct”, la settimana scorsa ha convocato una riunione conviviale anche per Alberto Bombassei. Il tono del convivio era decisamente minore, così come il numero e il livello dei partecipanti. Considerando tuttavia che in Giunta per il Lazio, oltre a Regina, ci saranno tra gli altri Abete, Stirpe e Zoino, non è detto che i giochi siano definitivamente chiusi.

 

ULTIM’ORA

11:47 | Confindustria, Riello ritira la candidatura    
Andrea Riello si è ritirato dalla corsa al vertice di Confindustria. Lo ha annunciato lui stesso, stamani, a margine del vertice di Confindustria del Triveneto. “Ringraziando – ha dichiarato il terzo candidato alla successione della Marcegaglia – questo straordinario territorio per l’appoggio che mi ha dato e che Confindustria deve ascoltare, ho dichiarato oggi la mia definitiva indisponibilità a proseguire la corsa alla candidatura per la presidenza di Confindustria”.

“La motivazione? In questo momento terribile – ha spiegato Riello – due candidati bastano ed avanzano. Bisogna dare un esempio di sobrietà. Mi sono chiamato fuori con rammarico, ma penso di aver fatto la scelta giusta. E mi auguro – ha proseguito Riello – che la competizione fra gli altri due candidati rimanga all’interno della correttezza e della normale vivacità”.

Riello ha poi raccomandato che le territoriali del Triveneto, che rappresentano il 20% di Confindustria, “approfondiscano la discussione, ma rimanendo compatte nella scelta definitiva”.
Riello si è infine augurato che Confindustria sappia “ascoltare” il Nordest e soprattutto “dare risposte”. “La prossima Confindustria sia sempre di più attenta alla provincia – ha auspicato -. Quella provincia che non è caratterizzata solo dal campanile, ma anche per il futuro dalle fabbriche, dal manifatturiero”.

A caldo ci si domanda su chi dei due candidati ancora in corsa, Squinzi e Bombassei, beneficierà del tesoretto di voti di Riello.

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