Il Pronto Soccorso di Tor Vergata al collasso

Policlinico_tor_vergata_sliderChiesta l’attivazione dell’unità di crisi. Dismissioni e trasferimenti dei pazienti. Problemi gestionali

 

ROMA – Dopo mesi di incertezze e di denunce, la direzione sanitaria del Policlinico Tor Vergata (PTV) è stata costretta a prendere atto dello stato di crisi in cui versa la struttura sanitaria. In una circolare di qualche giorno fa trasmessa al personale medico dirigente del nosocomio, la direttrice Isabella Mastrobuono ha chiesto l’attivazione immediata dell’unità di crisi del Pronto Soccorso “a seguito della gravissima situazione che si sta creando presso i locali del PS”.

Tuttavia, da informazioni raccolte direttamente da romacapitale.net, appare chiaro che il problema che ha mandato il tilt la struttura non è che “si sta creando”, ma è da tempo cronicizzato ed è ancora di difficile soluzione. La causa dichiarata starebbe nella impossibilità di apertura di nuovi posti letto a causa della mancanza di personale medico e paramedico. In realtà pare che i motivi di fondo siano di carattere squisitamente organizzativo e gestionale.

A farne le spese sono prima di tutto i reparti di day surgery e chirurgia ambulatoriale, “occupati” dai pazienti del Pronto Soccorso e dell’Osservazione Breve Intensiva (la vecchia “astanteria”) e di conseguenza costretti ad interrompere qualsiasi attività “fino a data da destinarsi”. Anche per le unità operative di medicina, tra le quali quelle facenti capo all’attuale Magnifico Rettore dell’Ateneo Renato Lauro, a suo figlio Davide e al suo più stretto collaboratore Nicola Di Daniele, attivate in occasione dell’“epidemia” di influenza aviaria H1N1, la direzione sanitaria aziendale ha ordinato l’immediata predisposizione di un piano urgente di dimissioni dei pazienti stanziali ed una lista di tutti i pazienti trasferibili in altre tipologie di strutture sanitarie.

Insomma una vera e propria situazione di emergenza creatasi a seguito di una molteplicità di cause gestionali troppo a lungo sottovalutate e sottaciute, che hanno spesso sacrificato le eccellenze degli altri servizi sanitari di degenza del Policlinico rendendolo oggi sempre più simile ad un ospedale-cronicario di lunga degenza, piuttosto che una struttura sanitaria di eccellenza per acuti.

I provvedimenti-tampone appena adottati dalla Direzione Sanitaria – lungi dal risolvere alla radice gli annosi problemi organizzativi della vitale struttura sanitaria per il sud-est romano e laziale – comportano il sacrificio di molte altri servizi sanitari del PTV e creano quindi danni a unità operative essenziali e di eccellenza incrementando le già interminabili liste di attesa.

Potrebbero interessarti anche