Ippica, a breve abbattimento prelievo fiscale

Ippica_bisPer vincente e piazzato il prelievo scenderà al 18%, al 33% per Tris, Quartè e Quintè. Le categorie chiedono garanzie

 

ROMA – Si susseguono a ritmo serrato gli incontri tra il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, e i rappresentanti delle categorie ippiche per trovare una soluzione alla crisi del settore. Ieri le parti hanno discusso fino a sera, e torneranno a incontrarsi domani pomeriggio.

Il ministro, secondo quanto apprende Agicos, ha anticipato che nel giro di alcune settimane verrà presentato un decreto per abbattere il prelievo fiscale sulle scommesse ippiche, misura che dovrebbe rendere il prodotto più appetibile e garantire quindi maggiori risorse al settore.

Secondo prime indiscrezioni i prelievi dovranno essere abbattuti al 18% (dall’attuale 26% medio) per vincente e piazzato e al 33% per Tris, Quartè e Quintè. Ovviamente si andrà con un unico totalizzatore mentre si cercherà di rilanciare la quota fissa con un prelievo che sarà equiparato a quello delle scommesse sportive. Prevista anche una riforma per la V7 con un aumento della percentuale riservata all’Assi.

Il Ministro si sarebbe inoltre impegnato a risolvere un contenzioso in atto tra Unire e Aams del valore di circa 35 milioni di euro e a posticipare di un anno il piano di rientro dei debiti di Unire.

Si valuta allo stesso tempo la destinazione di nuove risorse da destinare al comparto, per gli anni 2013 e 2014. Lo scoglio sembra però essere rappresentato dal fabbisogno immediato necessario per riprendere l’attività con un montepremi accettabile. Se infatti per il 2013 e per il 2014 risultano già stanziati rispettivamente 110 e 97 milioni di euro, per la stagione attuale si è fermi a 39,7 milioni che consentono un montepremi complessivo al traguardo di circa 110 milioni di euro (a fronte dei circa 180 dello scorso anno). Una somma ritenuta assolutamente insostenibile dagli operatori del settore.

Le categorie ippiche confidano anche in un sostegno che possa arrivare attraverso il decreto “Milleproroghe” in procinto di approdare al Senato, nel quale potrebbe essere inserito un emendamento che reintegri parte del contributo di circa 140 milioni previsto dalla legge 2/2009 e successivamente “tagliato” di circa 100 milioni dall’ultima legge Finanziaria.

 

 

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