Agenzie ippiche in rivolta contro i Monopoli di Stato

ippodromoOltre 80 concessionari fanno ricorsi contro il pagamento dei minimi garantiti chiesto da Aams per gli anni 2006-2010

 

ROMA – Sono una sessantina gli associati – titolari di oltre 80 concessioni – riuniti nel ricorso Assosnai (il maggiore sindacato che riunisce le agenzie di scommesse italiane ) contro la richiesta di pagamento dei minimi garantiti per gli anni dal 2006 al 2010 che i Monopoli di Stato hanno inviato a fine dicembre. I minimi garantiti sono un pagamento integrativo del prelievo fiscale, che le agenzie di scommesse ippiche devono pagare qualora non garantiscano un determinato gettito.

“Le richieste dei Monopoli alle agenzie ippiche, sui minimi garantiti 2006-2010, sono illogiche e anacronistiche: sono provvedimenti da abolire o al massimo da ridurre a un simbolico 5% dell’importo complessivo”. E’ quanto dichiara ad Agipronews Francesco Ginestra, presidente di Assosnai, che preannuncia l’arrivo di nuovi ricorsi al Tar Lazio per sospendere i provvedimenti: le agenzie associate al sindacato che faranno ricorso sono circa una sessantina, gli importi complessivi si aggirano sui 7 milioni di euro, anche se ancora non è stata fissata l’udienza in camera di consiglio.

“E’ stato proprio il Tar ad annullare le prime richieste dei Monopoli, sottolineando come le somme non potevano essere chieste se prima non fossero state applicate le misure di salvaguardia per la rete esistente, entro 180 giorni dalla pubblicazione delle sentenze. Un termine che è stato ignorato da Aams, che ha ripresentato le stesse cifre ai concessionari, sostenendo di non aver trovato alcuna misura da applicare anche dopo le consultazioni con il ministero dell’Agricoltura”.

E sulla mancata adozione delle misure di salvaguardia, Ginestra aggiunge che: “Ormai sarebbe inutile adottarle. Le concessioni per le scommesse ippiche che ne dovrebbero beneficiare sono ormai in scadenza, pertanto ance qualora venissero adottate oggi, non sarebbero in grado di ricompensare le agenzie per l’aumento della concorrenza”.

Nel frattempo è fissato per il prossimo 22 febbraio l’udienza in Camera di Consiglio al Tar Lazio, il ricorso intentato dal sindacato delle imprese concessionarie, il Sicon, anche lui contro la richiesta di pagamento dei minimi garantiti. Il Sicon per questo ricorso al momento riunisce una ventina di agenzie ippiche cui sono stati richiesti minimi per 1,5-2 milioni di euro. Anche queste ricorrenti hanno ottenuto che la richiesta di pagamento venisse sospesa con decreto dal presidente della Seconda Sezione; il 22 febbraio ne chiederanno la conferma con ordinanza collegiale.

“Si tratta a nostro avviso di una richiesta profondamente illegittima” ha spiegato ad Agicos Raffaele Palmieri, presidente del sindacato. “Non sono infatti state adottate le misure di salvaguardia, per quei provvedimenti che AAMS e ministero dell’Agricoltura avrebbero dovuto varare per ricompensare le vecchie agenzie ippiche dell’aumento della concorrenza. Oltretutto alcuni dei soggetti che rappresentiamo hanno già ottenuto una sentenza favorevole del Tar Lazio, nonostante questo hanno ricevuto una nuova richiesta di pagamento del minimo garantito”.

Intanto oggi sono stati discussi presso la seconda sezione del Tar Lazio tre ricorsi presentati da una quarantina di agenzie ippiche contro la richiesta di pagamento per un valore complessivo di 3-4 milioni di euro.
Tutte le ricorrenti avevano ottenuto la sospensione della richiesta di pagamento con un decreto del presidente della Sezione, nell’udienza di oggi ne hanno la conferma con ordinanza. I Monopoli hanno inviato la richiesta di pagamento in seguito ad una conferenza dei servizi con il ministero dell’Agricoltura. In tale conferenza si sarebbero dovute adottare le cosiddette misure di salvaguardia, ovvero dei provvedimenti volti a “ricompensare” le vecchie agenzie ippiche che hanno visto ridursi i propri introiti a causa dell’allargamento della rete. Tuttavia al momento queste misure non risultano essere state adottate.

Il Tar Lazio in una serie di precedenti sentenze – alcune delle quali riguardavano anche i ricorrenti odierni per alcune delle annate richieste nuovamente dall’AAMS a dicembre – aveva stabilito che l’adozione di questi provvedimenti fosse una condizione indispensabile per richiedere il pagamento dei minimi. L’ordinanza del Tar è attesa nelle prossime 24/48 ore.

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