“Caro Monti, firmi”: l’appello degli sportivi italiani per Roma 2020

OLIMPIADI-2020-e1326297549227Tra i firmatari, Totti, Pellegrini e Chechi. Entro il 15 febbraio il governo dovrà esprimersi sulla candidatura della Capitale

ROMA – “Caro Monti, firmi”. Recita così l’appello firmato da sessanta tra gli atleti più noti dello sport italiano affinchè il premier sottoscriva gli impegni a sostegno della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

L’invito al presidente del Consiglio è stato pubblicato su tre quotidiani sportivi, quattro generalisti e uno economico, ed è firmato tra gli altri anche da Antonio Rossi, Deborah Compagnoni, Igor Cassina, Alex Zanardi e Fiona May. Molti di loro una medaglia olimpica l’hanno già portata a casa, come la coppia Pellegrini- Magnini, Yuri Chechi e Domenico Fioravanti. Altri, invece, hanno dovuto “accontentarsi” di altri titoli mondiali: a sostegno della campagna a favore di Roma 2020 ci sono anche Gianluigi Buffon, Francesco Totti e Valentino Rossi.

La pagina di pubblicità è stata voluta dalla Fondazione “Roma 2020”, presieduta da Aurelio Regina, ed è stata realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Roma, guidata da Giancarlo Cremonesi. Non si tratta di una trovata pubblicitaria, sottolineano gli atleti, ma di un’occasione storica per il nostro paese e anche per il prestigio internazionale che ne potrebbe derivare.

L’incubo dello sport italiano è che Mario Monti decida infatti di non mettere la sua firma sotto il documento di garanzia che il governo italiano deve presentare entro il prossimo 15 febbraio a sostegno della candidatura della Capitale a città ospitante delle Olimpiadi del 2020. Un pessimismo che serpeggia malgrado le rassicurazioni fornite al Coni e i numeri contenuti nella relazione della commissione Fortis presentati allo stesso Monti e ai ministri competenti a inizio gennaio. Da allora il presidente del Consiglio non si è sbilanciato se non garantendo una risposta entro i termini imposti dal Cio.

Roma dovrà vedersela con Doha, Istanbul, Madrid, Tokio e Baku. Una concorrenza che si può battere, ma lo sport ha bisogno dell’aiuto della politica. Persino la Spagna, alle prese con una crisi economica molto più pesante della nostra, ha ricevuto il sostegno incondizionato del premier Mariano Rajoy. Le candidature verranno ufficializzate nel settembre del 2013 a Buenos Aires, ma intanto bisogna iscriversi. E manca davvero poco alla scadenza del termine utile per presentarsi.

Uno dei motivi alla base delle perplessità del governo sarebbero i costi da sostenere nel caso in cui la candidatura andasse a buon termine. E questo nonostante i dati rassicuranti forniti dalla Commissione Fortis, secondo i quali l’organizzazione dei giochi sarebbe a costo zero per le casse dello Stato  e produrrebbe una crescita del Pil pari a 17,7 miliardi di euro nel periodo 2012-2025 e la creazione di 29mila posti di lavoro nell’anno olimpico e 12mila in quelli precedenti e successivi per un totale di 170mila.

L’appoggio alla candidatura è tuttavia manifestato da quasi tutte le forze politiche, con l’eccezione di Lega e Italia dei Valori, oltre che da una larga fetta di popolazione. Plaude al gesto degli sportivi italiani il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “C’è la forte consapevolezza che ospitare i Giochi  rappresenterebbe per tutta l’Italia una grandissima occasione di rilancio, che non possiamo lasciarci sfuggire in questo difficile momento di crisi”, ha affermato il primo cittadino. Tutti si sono espressi, dunque, tranne lui. Mario Monti ha ora tutti i riflettori puntati su di sé. Si attende la sua decisione entro la fine della prossima settimana.

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