Delitto di Torrevecchia, è caccia al killer

1113738-torrevecchiaNon si ferma l’escalation di violenza a Roma. Giustiziato nel suo garage, la vittima è un 61enne pregiudicato

ROMA – Prosegue la scia di sangue che da mesi imporpora la Capitale. Un altro delitto ha avuto luogo nella serata di ieri nel quartiere di Torrevecchia, alla periferia di Roma.
La vittima è Mario Maida, 61 anni, un pregiudicato che era stato arrestato nel 2005 per l’omicidio del nipote. A ritrovare il corpo senza vita dell’uomo sono stati i familiari, allarmati dallo sparo e subito accorsi in strada.
Inutili i soccorsi: l’uomo è stato freddato a bordo della sua Mercedes Class A mentre apriva il cancello per uscire dal garage della sua autofficina, dove vendeva ricambi di marmitte, ed è morto sul colpo. L’uomo è stato investito da una raffica di proiettili: letale per lui uno che ha raggiunto la nuca.

L’assassino sarebbe stato avvistato da alcuni testimoni mentre fuggiva. La descrizione degli abiti indossati dall’omicida,  un giubbotto nero e un cappellino bianco, ha fatto sì che i carabinieri, subito intervenuti sul posto, fermassero un sospettato a poche centinaia di metri dal luogo. Un buco nell’acqua: sebbene gli abiti corrispondessero perfettamente, l’uomo fermato non aveva niente a che fare con l’omicidio di Maida. A scagionarlo, un alibi di ferro, nessuna pistola in suo possesso e nessuna traccia di polvere da sparo.
Prosegue, dunque, la caccia al killer, in una zona salita più volte agli onori della cronaca per atti violenti.

Lo stesso Maida fu arrestato sette anni fa per aver ucciso Andrea Bennato, 30 anni e suo nipote, durante una sparatoria in strada proprio a Torrevecchia. I precedenti della vittima fanno pensare a un regolamento di conti. È persino probabile un collegamento con l’omicidio di cui Maida era responsabile.
Per ora, comunque, i Carabinieri non escludono nessuna ipotesi. Le indagine si preannunciano difficoltose: in strada, a parte qualcuno che ha visto un uomo fuggire, nessuno sembra avere dettagli da fornire in aiuto alle forze dell’ordine.  Gli investigatori hanno interrogato anche amici e parenti della vittima e tenteranno di recuperare  qualsiasi immagine registrata da eventuali telecamere in strada.

Si tratta dell’ennesimo agguato si inserisce nel quadro allarmante di violenza che da oltre un anno imperversa nella Capitale, con diversi pregiudicati spesso vittime di una inquietante guerra tra bande sul territorio di Roma e nell’hinterland.
La paura tra la popolazione è ormai a livelli preoccupanti. Anche sul fronte politico non mancano le polemiche e le accuse. Il capogruppo del Pd del Lazio, Esterino Montino, ha parlato di “un’escalation di violenza che non si ferma neanche con la neve”, e di una città in “preda di individui senza scrupoli, di bande criminali che impongono la loro legge spargendo sangue”. Date le difficoltà di controllo della situazione, in molti auspicano un intervento del governo.

“Che cos’altro deve avvenire a Roma perché lo Stato decida di intervenire in maniera ferma e risolutiva?” denuncia Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. “Da mesi ormai nella Capitale è la criminalità organizzata a fare il bello e il cattivo tempo in un continuo di rapine, gambizzazioni ed esecuzioni. A tutte le ore del giorno, al centro come in periferia, assistiamo a un quotidiano bollettino di guerra. I sindacati delle forze dell’ordine denunciano da tempo la grave carenza di personale: a Roma mancano oltre duemila uomini e a Primavalle, luogo dell’omicidio, ci sono appena 54 poliziotti per oltre 300mila abitanti. È evidente che i numerosi ‘patti per Roma sicura’ tra Comune, Provincia, Regione e Prefetto non hanno sortito alcun effetto. Adesso serve una risposta immediata e concreta da parte del Governo che non deve lasciare i cittadini romani abbandonati a loro stessi”.

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