Confindustria, nasce la federazione ‘sistema gioco Italia’

giochiVengono rappresentate 5800 imprese per una rete di 140mila punti vendita che danno lavoro a 100mila addetti

ROMA – È stata presentata oggi a Roma Sistema Gioco Italia, la federazione che all’interno di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici rappresenta 5800 imprese del settore giochi.

Sistema Gioco Italia ha l’obiettivo di elaborare strategie e proposte unitarie in particolare su politiche fiscali, tutela della legalità, dell’occupazione e delle risorse umane, e innovazione tecnologica e comunicazione. Nella Federazione sono confluite le associazioni Acadi, Acmi, Astro, Federbingo e Giochi e Società.

Vengono così rappresentate – secondo i dati di Confindustria – 5800 imprese che vantano una rete di 140mila punti vendita e danno lavoro a 100mila addetti (20mila direttamente impiegati e 80mila all’interno dei punti vendita).

Il settore dei giochi nel 2011 vanta una raccolta di 76,6 miliardi di euro (+25,7% sul 2010), 58,9 miliardi, però, sono tornati sotto forma di vincita ai giocatori (ovvero il 77% della raccolta, nel 2010 era il 72,1%), la spesa è stata quindi di 17,7 miliardi di euro. Le aziende del settore, quindi, hanno registrato ricavi lordi pari al 10,9% della raccolta. Il 7,8% è andato alla rete (agenzie, ricevitorie, etc), mentre le società concessionarie hanno incassato il restante 3,1%. Tuttavia, evidenzia Confindustria SIT, circa il 50% del fatturato viene destinato all’acquisto di servizi e oltre 800 milioni rappresentano i costi del personale.

“La Federazione Sistema Gioco Italia rappresenta oltre il 70% delle 5800 aziende italiane attive nel settore dei giochi, la percentuale sale al 95% se si considera la raccolta”, è quanto ha detto Massimo Passamonti nel corso della presentazione odierna del nuovo soggetto creato in Confindustria SIT.

“Le scelte operate nel corso di questi anni: l’apertura del mercato, le iniziative per far emergere il sommerso, le nuove tecnologie sono stati gli elementi fondanti per lo sviluppo del settore. “Adesso tuttavia – ha sottolineato Passamonti – serve uno sforzo per raccontare meglio il settore ovvero l’impegno di questi anni e i valori delle imprese. Quello dei giochi è il settore che è cresciuto maggiormente in questi anni, ma c’è vergogna ad ammetterlo.

“Il dato che viene maggiormente evidenziato – continua Passamonti – è quello della raccolta ma in realtà bisognerebbe parlare di spesa effettiva (17,7 miliardi nel 2011) che si traduce in una spesa procapite di circa 560 euro ovvero meno di due euro al giorno se si considera il bacino di giocatori di 30 milioni. In ogni caso, se si è arrivati ad oltre 76 miliardi di raccolta è perché gran parte di queste giocate già c’erano ed erano in mano alle criminalità organizzate. Per questo il settore non va demonizzato: se lo si destruttura si finisce per alimentare il sommerso. E’ ancora la lotta all’evasione fiscale la sfida più importante nel nostro settore perché serve a combattere chi opera al di fuori delle regole”.

E quindi sulle prossime sfide Passamonti ha sottolineato che “l’espansione non può durare all’infinito. Dal 2010 è iniziata una nuova fase, quella del consolidamento del settore. La linea di confine per le prossime scelte deve tenere in considerazione il fatto che a fronte della crescita delle giocate c’è stata una diminuzione del gettito”.

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