Enac: via libera ai nuovi body scanner negli scali nazionali

security-scannerPresentati i dati della sperimentazione degli ultimi due anni. La tipologia migliore è a “onde millimetriche attive”

ROMA – Risultati positivi, che porteranno il governo ad adottarli su scala nazionale, probabilmente, già dal prossimo marzo. La sperimentazione sui security scanner, o body scanner, per la prevenzione aeroportuale, contro il rischio di attentati,  è stata condotta a buon termine, e i frutti del lavoro portato avanti per due anni è stato illustrato questa mattina in un incontro del Cisa, il Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti, di cui l’Enac ha la presidenza, a cui hanno partecipato anche il viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciccia, il sottosegretario all’Interno, Carlo De Stefano, e altri rappresentanti del ministero degli Affari Esteri e della Difesa.

La sperimentazione è stata condotta nel 2010 negli scali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia e Palermo, e nel 2011 soltanto nei primi due, e ha riguardato sia l’attendibilità dei dispositivi come supporto ai controlli negli aeroporti, sia del numero di scanner da impiegare negli scali nazionali. La tecnologia più efficace è risultata essere quella a “onde millimetriche attive”, come anche negli Statu Uniti. Qui più diffusa è la tipologia L3 Provision ADT con algoritmo ATR, testato anche a Fiumicino e Malpensa su oltre 50mila passeggeri. Questa  penetra gli abiti e rimbalza sui corpi, poi l’algoritmo messo a punto restituisce non l’immagine scansionata del corpo, ma una sagoma stilizzata. Le onde – e’ stato riscontrato – sono paragonabili “alle onde dei cellulari”. Con questo tipo di sistema, dunque, il tempo necessario a controllare un passeggero precedentemente sensibilizzato sul body-scanner è in media di soli 37 secondi. Inoltre, secondo il presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile Vito Riggio, questo non comporta conseguenze per la salute di chi viaggia.

Il Cisa ha dato indicazione di installarli nei tre aeroporti che hanno collegamenti regolari da e per gli Usa e Israele, cioè Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia. Per il momento, ha spiegato Riggio, probabilmente quando verranno adottati i body scanner “non sostituiranno gli archetti ma andranno ad integrarli” almeno finché con i body scanner non si vedrà tutto “al 100%”. Lo stesso Riggio presenterà i dati della sperimentazione al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e a quello delle Infrastrutture, Corrado Passera. Se si riceverà il via libera dal governo, i macchinari saranno acquistati direttamente da Enav, che per il progetto ha messo a disposizione due milioni di euro. Oltre a garantire la salute dei passeggeri che verranno sottoposti ai controlli, si assicura anche il diritto alla privacy di chi viaggia: i nuovi body scanner, infatti, non riproducono immagini reali della persona che sta passando attraverso di loro, ma figure stilizzate e non archiviabili.

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