Movimenti tellurici negli enti di ricerca

ProfumoIl Cnr e lo Science Park attendono un nuovo presidente, mentre all’Ingv Giardini è dimissionario

ROMA – Non proprio un terremoto, ma poco ci manca. La ricerca, che nel nostro Paese soffre da sempre di scarsa attenzione da parte delle istituzioni, in questi ultimi mesi sembra si stia congelando.

La vita di alcuni enti infatti si è fatta più difficile. Stiamo parlando del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dell’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste (Science Park) e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), mica bruscolini!

I primi due sono al momento senza presidenti. Francesco Profumo, nominato da Monti ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, dopo più di settanta giorni di tentennamenti, ha rassegnato, per manifesta incompatibilità, le dimissioni da direttore del Cnr. Stessa sorte per Corrado Clini, responsabile dello Science Park prima di assumere l’incarico di ministro dell’Ambiente.

Ora entro la fine di febbraio i due centri dovrebbero dotarsi di nuovi vertici anche perché la mancanza del presidente soprattutto al Cnr ha di fatto fermato l’attività del principale ente di ricerca. Il meccanismo di selezione del nuovo direttore generale, partito tra ottobre e novembre, è ad esempio sospeso. Erano infatti arrivate 37 domande, finite oggi su un binario morto. C’è poi la questione del vice presidente, Maria Cristina Messa, facente funzioni del presidente, le cui deleghe però vengono messe in discussione. Infine, e non certo per importanza, ci sono una serie di direttori di dipartimento i cui incarichi sono scaduti.

Ora il ministro Profumo ha avviato le procedure per l’individuazione dei vertici dei predetti enti, compreso il suo successore a piazzale Aldo Moro. Il ministro nei giorni scorsi avrebbe riconvocato il Search committee, che a marzo scorso era stato insediato dall’allora ministro Gelmini col compito di designare la rosa di candidati alla presidenza e ai cda dei dodici enti di ricerca vigilati dal Miur.

A presiederlo sarà anche questa volta Francesco Salamini, ordinario e presidente del Comitato scientifico del Parco Tecnologico Padano, il cui compito sarà quello di ridefinire la “cinquina” dalla quale il ministro individuerà gli organi di vertice. Di fronte al dilemma se pubblicare un nuovo avviso pubblico oppure integrare la “cinquina” con un nome nuovo, sembra sia prevalsa tale ultima ipotesi, anche allo scopo di accelerare i tempi.

Sicché al Search committee spetterà aggiungere un nome ai quattro già individuati la scorsa estate, che per il Cnr erano, oltre a Profumo, Luciano Maiani, Luigi Nicolais, Andrea Lenzi e Tullio Pozzan; per l’Ingv: oltre a Domenico Giardini, Benedetto De Vivo, Carlo Doglioni, Stefano Gresta e Roberto Sabadini  e per lo Science Park, oltre a Clini, Adriano de Maio, Paolo Gasparini, Maria Cristina Pedicchio e Giorgio Zauli. In quest’ultimo caso, il Search committee di nomi dovrà aggiungerne due, visto che Maria Cristina Pedicchio è diventata nel frattempo presidente dell’Ogs, istituto nazionale oceanografia e geofisica sperimentale.

Per quanto riguarda, invece, la situazione dell’Ingv, la situazione è più ingarbugliata. Il presidente Domenico Giardini ha rassegnato le dimissioni il 22 dicembre scorso perché lo stipendio da presidente dell’Istituto sarebbe stato, a suo avviso, troppo basso (115mila euro) e così dopo aver tentato invano di ottenere un aumento avrebbe optato per le dimissioni, a meno che non fosse riuscito ad ottenere anche una cattedra nell’ateneo romano, per integrare il magro stipendio (!) da presidente dell’ente di Vulcanologia.

Dimissioni poi prorogate a più riprese fino al 1° marzo nel tentativo del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di affidargli una cattedra all’Università La Sapienza. Così dopo una frenetica girandola di consultazioni, sarebbe spuntato il coniglio dal cilindro per aggirare l’impasse.

Il ministro Profumo avrebbe infatti chiesto al rettore della Sapienza, Luigi Frati, di dare una cattedra al numero uno dell’Ingv e poiché l’università non ha i fondi necessari per finanziare la creazione delle nuova poltrona, il ministero avrebbe dato la sua disponibilità a trasferire le risorse necessarie per assicurare il posto a Giardini. Fondi che si aggirerebbero intorno ai 100mila euro lordi annui.

Adesso la decisione è nelle mani del consiglio di dipartimento Scienze della Terra della Sapienza, ma l’esito non sembra scontato visto che ci sarebbe una fronda in seno al consiglio stesso che sarebbe contraria alla creazione di una nuova cattedra ad hoc per il presidente dell’Ingv. Sul destino dell’ente è dunque tutto in alto mare poiché non è da escludere un clamoroso ritiro delle dimissioni da parte di Giardini.

Ma a tenere banco nelle prossime settimane sarà certamente ancora una volta il Cnr che, per importanza e budget annuo (quasi un miliardo di euro), è il più importante ente di ricerca italiano.

Potrebbero interessarti anche