Roma 2020, attesa per la decisione

OLIMPIADI_sliderVertice in corso a palazzo Chigi tra Monti, Alemanno e Pescante. Il Governo verso il no alla candidatura

 

 

ROMA – Conto alla rovescia per il via libera del governo italiano alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. Scade infatti domani, 15 febbraio, il termine ultimo fissato dal Cio per presentare il dossier con il relativo progetto, che deve contenere anche una lettera firmata dal premier, con il quale l’esecutivo si impegna a sostenere i costi che deriverebbero dall’organizzazione dei Giochi. L’Italia è però indietro: gli altri paesi concorrenti hanno già presentato tutto ciò che occorre, in attesa della ufficializzazione delle candidature a Buenos Aires nel settembre 2013. Doha, Istanbul, Madrid, Tokio e Baku sono già pronte. 

Una vera e propria corsa contro il tempo, in attesa che Mario Monti finalmente dia il suo assenso alla candidatura. E’ in corso a palazzo Chigi l’incontro decisivo tra il presidente del Consiglio e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Quest’ultimo, ieri si era riunito in Campidoglio con il presidente del Comitato promotore della candidatura olimpica Mario Pescante e il presidente del Coni Gianni Petrucci e si era detto fiducioso riguardo alla firma del premier: “E’ una persona intelligente e rigorosa e ha voluto valutare tutte le carte fino in fondo, ha approfondito tutte le tematiche”, aveva dichiarato alla fine di una conferenza stampa.

Uno dei motivi alla base delle perplessità del governo sarebbero i costi da sostenere nel caso in cui la candidatura andasse a buon termine. E questo nonostante i dati rassicuranti forniti dalla Commissione Fortis, secondo i quali l’organizzazione dei giochi sarebbe a costo zero per le casse dello Stato  e produrrebbe una crescita del Pil pari a 17,7 miliardi di euro nel periodo 2012-2025 e la creazione di 29mila posti di lavoro nell’anno olimpico e 12mila in quelli precedenti e successivi per un totale di 170mila.

Ma un appoggio convinto alla candidatura è tuttavia stato manifestato, oltre che dalla maggior parte delle forze politiche, ad eccezione di Lega e Italia dei Valori, anche da una larga fetta di popolazione e da personaggi illustri dello sport e della cultura nostrana. Dopo l’appello a Monti firmato da sessanta atleti italiani e pubblicato la scorsa settimana su otto quotidiani nazionali, affinchè sottoscriva gli impegni a sostegno della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020, si aggiunge quello di personaggi del cinema, della musica e dello spettacolo. Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Carlo Verdone, Antonello Venditti, Renzo Arbore, Fiorello sono solo alcuni tra i big che hanno deciso di fare pressing sul governo, perché, come si legge nell’appello,  “le Olimpiadi non sono soltanto un grande evento sportivo, ma anche un’occasione unica per proporre al mondo le ricchezze artistiche e culturali di un Paese. Ciò vale ancora di più per l’Italia, che nel medagliere di queste discipline è da secoli al primo posto. Roma 2020 sarebbe un momento indimenticabile di incontro e di confronto fra diverse lingue, tradizioni e forme di espressione in grado di rilanciare a livello globale la nostra immagine”.

Tutti si sono espressi, dunque, tranne lui. Ancora una volta, Mario Monti ha tutti i riflettori puntati su di sé. Si attende la sua decisione entro domani.

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