Decreto fiscale, stangate per i giocatori e gli operatori

giochi_onlineNel pacchetto giochi al vaglio del Governo, aliquote più pesanti per slot e vlt, prelievo raddoppiato per i gestori

 

ROMA – Due fronti, un unico obiettivo: il governo Monti dichiara guerra totale ai bookmaker illegali. E non solo. Anche i siti di casinò online, poker, intermediazione di gioco. Si dirà: qual è la novità? C’è, ed è enorme.

Ad essere colpiti, per la prima volta, sarebbero i giocatori. Sanzioni fino a 10 volte le somme giocate a carico di chi spenderà il proprio denaro al di fuori dei confini del gioco autorizzato dallo Stato.

Il primo fronte è strettamente fiscale: l’evasione indiretta, spendendo soldi con bookmaker esteri che non pagano le tasse in Italia, per il Governo non è più tollerabile. Secondo fronte: mai più, se possibile, una Scommessopoli e il controllo all’origine di chi scommette può rappresentare un deterrente efficace.

Stavolta, la scure potrebbe dunque abbattersi su chi gioca attraverso siti non autorizzati di casinò, scommesse e poker, non più (soltanto) su bookmaker, intermediari e Internet service provider come in passato. Secondo quanto apprende Agipronews, nel “pacchetto giochi” approntato dai tecnici del ministero dell’Economia – e attualmente al vaglio del governo in vista del varo del decreto fiscale – è previsto un pesante inasprimento delle sanzioni a carico di chi scommette con operatori esteri, fino al 1000 per cento delle somme giocate.

Il controllo sarebbe possibile attraverso la tracciabilità sui conti correnti bancari, prevista dalla manovra estiva: banche, poste, operatori finanziari e carte di credito dovranno segnalare ai Monopoli di Stato (previste sanzioni fino a 1,3 milioni di euro per chi non lo farà) chi trasferisce danaro a favore di soggetti non autorizzati dallo Stato. Colpito anche chi semplicemente deposita una somma all’estero, con una multa che può arrivare fino al 200 per cento del denaro spedito a casinò o bookmaker stranieri. La misura rientra in una serie di provvedimenti del governo che, se approvati, dovrebbero portare nelle casse erariali 500 milioni di euro.

Saranno le new slot a dare il maggior contributo al pacchetto giochi (previsti 500 milioni nelle casse erariali, con lo 0,5% destinato alla lotta contro le ludopatie) allo studio del Governo in vista del decreto fiscale. Le norme al vaglio del ministero dell’Economia prevedono un sostanziale innalzamento delle aliquote a carico degli operatori, che salirebbero – in particolare per le videolotteries, le nuove macchinette in grado di garantire jackpot fino a 500mila euro – dal 4% al 5% l’anno prossimo e al 5,5% nel 2013, invece del 4,5% previsto.

Sempre in tema di vlt, si prospetta un versamento “una tantum” a carico dei 10 operatori “storici”, cui verrà chiesto il pagamento di diverse migliaia di euro per ciascun apparecchio esistente: una somma che si aggiungerebbe ai 15mila già versati nel 2009 e 2010 per l’acquisto dei diritti all’installazione delle macchinette, da cui l’Erario incassò 850 milioni di euro complessivi. La nuova tassa sarebbe ovviamente in vigore anche per ciascuna vlt installata dagli altri tre concessionari (Rb Holding, i tedeschi di Merkur-Win e i greci di Intralot) vincitori della recente gara. Aumenta anche la pressione fiscale sulle new slot, con il Preu portato al 13,2% dal 2013 e al 13,8% dal 2015. Attualmente è di poco superiore al 12%.

Prelievo erariale quasi raddoppiato per le poker room e i casinò on line. Un duro colpo per gli operatori online autorizzati dai Monopoli di Stato per i quali, attraverso il decreto fiscale, potrebbe arrivare la rimodulazione dell’aliquota che passerebbe, attraverso un complicato calcolo (finora era il 20% del margine, incassi meno vincite: nel 2011, oltre 178 milioni di euro all’Erario) dallo 0,6% all’1% della raccolta. Sarebbe così modificata (ma in peggio) una norma che ha accompagnato la nascita e lo sviluppo del poker e del casinò telematici, consentendo agli operatori italiani di competere ad armi pari con i siti non autorizzati. La misura rientra in una serie di provvedimenti del governo che, se approvati, dovrebbero portare nelle casse erariali 500 milioni di euro.

La lotta all’evasione fiscale e al trasferimento di fondi colpirà anche i gestori delle agenzie non autorizzate collegate con paesi esteri, sanzionati con una reclusione da tre a sei anni (in precedenza era stabilita tra tre mesi e un anno), e i mezzi di comunicazione italiani (compresi stavolta stadi, bus e metropolitane) che ospitano pubblicità di marchi non autorizzati: per loro la sanzione sarà compresa tra 100mila e 200mila euro per ciascuna violazione accertata, vale a dire per ciascun annuncio pubblicato.

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