Monti infrange il sogno di Roma 2020

OLIMPIADI_sliderNo del premier alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020. Inutili gli appelli dal mondo politico, sportivo e culturale

 

ROMA – E così niente Olimpiadi a Roma! Lo ha deciso Mario Monti, lo ha intimato stamattina ai suoi (poco riottosi) ministri, lo ha imposto a tutto il Paese. Non si è nemmeno preoccupato di motivare più di tanto la sua decisione. Il signore del Monti ha detto no e basta. Tutti zitti e guai a chi protesta.

Uno schiaffo in faccia così sonoro i partiti che lo legittimano in Parlamento non lo avevano ancora preso. Quegli stessi partiti, che appena ieri gli avevano recapitato le mozioni di approvazione del progetto olimpico, sono stati messi in castigo dal professore e adesso stanno cercando affannosamente di salvare la faccia senza rovesciare la cattedra.

Il Paese che si era espresso nei sondaggi, che aveva firmato manifesti, che si era speso in ogni modo per sostenere la candidatura, non conta niente, tutti minus habens, tutti sudditi, nessuno in grado di valutare rischi e opportunità delle Olimpiadi. Il popolo italiano in fondo non è altro che “materiale spento e inerte” e il sovrano ha già detto che lo cambierà.

Proprio questa mattina Giuseppe De Rita ci ricordava che il rapporto fra élite e gente comune accompagna da oltre duecento anni la vita nazionale. C’è un popolo che “sfanga la vita negli affanni quotidiani” e c’è un’oligarchia di illuminati “che pensa, che sa capire per tutti noi quel che avviene e sa decidere quel che è necessario fare, penetrando così con la propria luce lo spento e inerte popolo (gli aggettivi sono diversi, da mammone a sfigato, ma il senso complessivo non cambia)”.

E il buon De Rita giudica che “è maturo il tempo per capire che il rapporto attuale fra élite e popolo non è più configurabile nei termini di alterità culturale ed esistenziale su cui nacque. Occorre un riconoscimento reciproco”. Ma la decisione di Monti di affossare le Olimpiadi, presa in assoluta solitudine (la compagnia della Lega e dell’Idv è del tutto ininfluente), viaggia in direzione opposta.

Per spiegare il significato più profondo del gesto servono forse le parole di Barbara Spinelli espresse qualche giorno fa in tutt’altro contesto: “Milioni di cittadini hanno messo le parole di Monti nell’unico contesto che conta, il loro vissuto, e si sono sentiti trattati come minorenni”. Noi oggi ci sentiamo esattamente così.

 

Il giorno dopo:  Lettera_Petrucci_al_mondo_dello_sport.pdf

Potrebbero interessarti anche