A Roma rivive la magia delle Vie della Seta

ultima_carovana2La mostra fotografica ai Mercati di Traiano dal 15 febbraio al 15 aprile. Oltre 90 scatti che raccontano un viaggio senza tempo


ROMA – Immagini, suggestioni e meraviglia. Un vero e proprio viaggio senza tempo, raccontato attraverso novanta scatti fotografici in mostra dal 15 febbraio al 15 aprile ai Mercati di Traiano. “L’ultima carovana sulla via della seta” è un’esposizione organizzata nell’ambito della Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta, realizzata grazie alla sinergia tra il ministero degli Affari Esteri, quello per i Beni e le attività Culturali e Roma Capitale, con la collaborazione del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, dell’Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia e dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia.

I contributi fotografici e audiovisivi si devono al grande fotografo turco Arif Asci, che, insieme a otto moderni carovanieri, tra il 1996 e il 1997, ha segnato sulle mappe le vie da percorrere e, partendo dalla città cinese di Xian per arrivare ad Istanbul, ha percorso trenta chilometri al giorno per un totale di dodicimila, ha dormito in tenda e nutrito cammelli con piante del deserto, offrendo corpo e mente all’esperienza realmente vissuta. Un modo per conoscere da vicino una delle aree più significative del patrimonio culturale dell’umanità, lungo cui viaggiavano e si mescolavano, fin dai tempi di Marco Polo, facendo sentire la loro presenza ancora oggi, religioni, scoperte e credenze. Il progetto prende avvio dalla lettura dei grandi viaggiatori del passato e dalla consultazione di tutti i libri scritti sulla Vie della Seta.

Gli scatti testimoniano la magia delle terre attraversate: i volti dolci e pieni delle ragazze di Tajika, i mercati con il loro mare fluttuante, quasi ipnotico, di sete rosse, le ombre dei carovanieri proiettate sulla sabbia del deserto, i templi buddisti o l’ingresso superbo a Samarcanda. Il passato si confonde col presente, facendo perdere il visitatore in un una dimensione fuori dal tempo, trasportandolo dritto nella grande tradizione orientale e coinvolgendone tutti i sensi, non solo la vista.

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