Calcioscommesse, ecco come tutto ebbe inizio

carobbioNuovi dettagli su Atalanta-Piacenza, venduta 2 volte. Le rivelazioni di Gervasoni sul sistema delle truffe

 

ROMA – L’inchiesta della Procura di Cremona  sul calcioscommesse non smette di stupirci. Nuovi dettagli trapelati dagli interrogatori a Gervasoni portano alla luce un quadro più completo sul sistema imbastito per truccare le partite di calcio di serie A e B. Soprattutto, grazie alle rivelazioni dell’ex difensore del Piacenza, gli inquirenti hanno potuto ricomporre un quadro più chiaro su come il giro delle truffe ebbe inizio e sulle modalità di “adescaggio” dei calciatori.

Il come e il dove tutto ebbe principio sono stati svelate agli inquirenti da Filippo Carobbio. Correva l’anno 2008, epoca in cui il giocatore militava nell’Albinoleffe. “Quando giocavo per l’Albinoleffe sono stato contattato da Matteo Gritti – ha raccontato Carobbio -. Questi aveva giocato con me nell’Albinoleffe. Ci incontrammo una prima volta all’Iper di Seriate e fu allora che mi riferì che c’era un gruppo di persone, straniere, che avevano un’ampia disponibilità economica che intendevano investire per vincere le scommesse, da effettuarsi sui siti asiatici, corrompendo i giocatori. Gritti mi spiegò che il denaro sarebbe stato consegnato ai calciatori prima della partita”.

Se sulle prime Carobbio è titubante, lasciate tutte le riserve, è proprio lui che presenta Gritti a Gervasoni. “Tre o quattro mesi dopo – racconta sempre il calciatore – all’inizio del campionato 2008-2009, Gervasoni, che evidentemente nel frattempo aveva continuato ad avere rapporti con Gritti, mi rappresentò che ci sarebbe stata un’occasione conviviale a Mendrisio. Erano presenti, oltre a me e Gervasoni, Gritti e altre 4-5 persone, tra le quali Gegic e Bressan”. È l’inizio del calcioscommesse.

Gervasoni pensò bene di vendere due volte l’ormai celebre Atalanta – Piacenza. Sul match per il quale si accordò con il capitano dell’Atalanta, Doni, ha rivelato “fu venduta due volte, sia al gruppo degli zingari, sia all’organizzazione che faceva riferimento ai fratelli Cossato e al giocatore Rickler”.

“Rickler – continua Gervasoni – mi disse che c’era la possibilità di prendere dei soldi per perdere la partita. Io gli dissi di no. Poi con il fatto che me lo chiedevano anche Gegic e compagnia… Lui venne con i fratelli Cossato. Praticamente abbiamo venduto la stessa cosa a due gruppi”. Ormai che abbiam fatto 30, facciamo 31, avrà pensato. Peccato che l’affare, alla fine, non si rivela redditizio come sperato. Gervasoni ha infatti raccontato che i soldi, 80mila euro, alla fine arrivarono solo dal capo degli zingari, Gegic, mentre, nonostante gli accordi, i fratelli Cossato non pagarono, adducendo la scusa che i conti nel frattempo erano stati bloccati.

Lunedì prossimo sarà stilato dalla procura della Figc il calendario delle audizioni relative all’inchiesta. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha infatti convocato una riunione con i suoi collaboratori per lunedì 20 durante la quale verrà deciso il calendario delle audizioni che riguarderanno gli indagati dell’inchiesta di Cremona, ma non per quella di Bari, dove invece gli atti sono secretati. A riguardo Palazzi ha avuto dalla procura di Cremona il via libera anche per quanto riguarda gli indagati agli arresti domiciliari.

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