Contravvenzioni, un ‘tesoretto’ da 2 miliardi di euro all’anno

vigilessa-multaRoma in cima alla lista con 101 euro pagate a testa. Poca trasparenza sull’entità e sulla spesa di tali somme

 

ROMA – Un ‘tesoro’, quello delle multe per trasgressione al codice della strada, che vale, nelle sole 15 città metropolitane italiane, 3 miliardi di euro in cinque anni (2006-2010).

Ma lo Stato – nello stesso periodo – per il Piano nazionale per la sicurezza stradale ha speso in media solo 30 milioni all’anno, 150 nel periodo analizzato. Sono alcuni ‘numeri’ dell’indagine sui proventi contravvenzionali, presentati dalla Fondazione Luigi Guccione e l’Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente.

Per estensione in Italia questi dati fanno capire come siano importanti i ricavi delle multe che complessivamente – dalle polizie locali (circa 1,6 miliardi di euro) e da quelle nazionali, Polstrada e Carabinieri (circa 400 milioni di euro) – portano nelle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro all’anno. E nel decennio che si è appena chiuso (2001/2010) hanno fatto incassare circa 20 miliardi di euro. E allora – si chiedono gli autori del rapporto – perché la sicurezza stradale non migliora come dovrebbe, visto che l’Italia è all’undicesimo posto nell’Europa a 15 per diminuzione di morti e feriti nella ‘classifica’ del decennio appena chiuso – nonostante il reimpiego di somme così significative?

Quanto alla pressione sanzionatoria nelle diverse città, ovvero il prelievo procapite: Roma è in cima alla lista con 101 euro, seguita da Milano (100), Bologna (97), Torino e Napoli (67), la più bassa Reggio Calabria con 10 euro, Messina (18), Trieste (24).

Mediamente nel quinquennio gli abitanti delle 15 città hanno pagato 74 euro procapite all’anno. A fronte di questi dati, Roma risulta però, tra le 15 città, la più insicura con ben mille morti in 5 anni, seguita a distanza da Milano (373 morti), Napoli (230 morti), Torino (207 morti), Palermo (194 morti), Catania (112 morti), Bologna (102), Messina e Bari (84 morti), Genova (71), Trieste (65) e Venezia (64), Cagliari (61), Reggio Calabria (39).

Gli autori dell’indagine sottolineano però che “nessuna relazione-rendicontazione viene fatta dai Comuni e nemmeno dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’entità e sulla spesa di tali somme nonostante ci siano dei precisi obblighi di legge (Legge 120/2010). Ma nemmeno la Corte dei Conti sembra interessata alla materia. I dati – precisano – sono il frutto di un’istanza di accesso agli atti che abbiamo fatto nel mese di ottobre 2011.

E tra le 15 città emerge anche che ci sono metodi di rendicontazione molto differenti che non rendono chiaro cosa viene fatto o in alcuni casi le stesse spese non vengono rendicontate analiticamente ma indicate solo con una cifra totale”.

“In sostanza – si legge nel rapporto – non c’è un criterio omogeneo di trasparenza dei dati e nessuna valutazione d’efficacia degli investimenti effettuati: ad esempio i soldi spesi a Roma per il trasporto pubblico, oltre 700 milioni su 1350 milioni di euro incassati dalle multe, non hanno inciso sul miglioramento del servizio. Ma lo stesso art. 208 del Codice della strada non prevede di utilizzare soldi delle multe per metropolitane e Bus che hanno, invece, altri canali di finanziamento”.

Potrebbero interessarti anche