Mercati rionali addio, arrivano i parcheggi

mercato_rionalePassa in Consiglio comunale una delibera per costruire sui mercati di via Chiana, via Antonelli e via Magna Grecia

 

ROMA – A leggerla così di primo acchito poteva sembrare una normale integrazione dell’ultima ora all’ordine del giorno della VIII Commissione urbanistica dell’Assemblea capitolina del 14 febbraio scorso. Diceva che la “Commissione come primo punto all’odg tratterà l’esame della decisione 129/2011 per la riqualificazione dei compendi immobiliari ubicati in Via Chiana n. 115 (Trieste), Via Antonelli n. 39 (Pinciano) e Via Magna Grecia snc (Metronio), nonché per il reperimento di immobili destinati all’housing sociale”.

A stretto giro però è arrivata una nota del consigliere comunale Fabrizio Santori (Pdl) che chiede al Presidente dell’Assemblea Capitolina “l’annullamento della commissione urbanistica convocata all’ultimo minuto con un’integrazione all’ordine del giorno della seduta del 14 febbraio, senza un reale motivo d’urgenza. Non si comprende quale sia la necessità impellente di approvare la riqualificazione dei compendi immobiliari di Via Chiana, Via Magna Grecia, Via Antonelli che di fatto, con una insolita fretta, anticiperanno l’eliminazione dei mercati rionali per sostituirli con parcheggi sotterranei e manufatti di superficie, calpestando i principi di trasparenza e correttezza e dimenticando gli operatori dei mercati che rischiano di vedere compromessa la loro attività. Quello che va accadendo nell’assemblea di Roma Capitale lascia interdetti e stupiti. E’ necessario porre un limite ad ostruzionismi e giochetti che con maggioranze fantasiose, raggiunte con i voti dell’opposizione, riescono a far passare solo i provvedimenti sull’urbanistica”.

Incuriositi, siamo andati allora a vedere di che si tratta partendo proprio dalla decisione del 15 novembre 2011 che ricostruisce la storia del “giochetto” in questione. Si parte dalla risoluzione della precedente concessione per inadempienza della società Parioli Park negli interventi manutentivi e di conservazione dei compendi immobiliari sopra descritti, creando così le condizioni per la loro “riqualificazione e valorizzazione, nonché per la complessiva messa in sicurezza degli
stessi”.

Da queste premesse si salta a due progetti di parcheggi interrati a via Ballarin e a piazza dei Giochi Delfici, rispettivamente delle società Svebo e Icb. Ma le due localizzazioni non risultano idonee alla realizzazione di parcheggi vuoi per la presenza di alberature vuoi per la presenza di reperti archeologici.

E qui entra in scena l’impresa Cam destinata a diventare in pochi anni la “regina” dei parcheggi romani insieme a pochi altri gruppi (Abbondanza, Trevi, Frangipane, Sintesi). Con appena 100 mila euro di capitale e una trentina di dipendenti, la Cam fa incetta di altre imprese del settore, tra cui le già citate Svebo e Icb. Non si sa a chi appartiene effettivamente la Cam perchè il 90% delle azioni è intestato ad una società fiduciaria (la Finnat Fiduciaria), mentre il restante 10% appartiene a un non meglio identificato Andrea Carosi. A guidarla c’è un amministratore unico, tale Angelo Marinelli, già coinvolto in passato, secondo alcuni organi di stampa, in indagini giudiziarie per corruzione e bancarotta. E l’architetto di fiducia dell’impresa è Giorgio Sant’Andrea, marito della potente dirigente del Comune di Roma, Daniela Barbato, appena andata in pensione.

Ma torniamo alla nostra storia. Svanita la possibilità di costruire i parcheggi nei siti precedenti, la Cam chiede al Comune di rilocalizzare gli interventi in altri siti. La richiesta viene accolta concedendo l’ampliamento dei parcheggi esistenti a Via Magna Grecia, Via Chiana e Via Antonelli, “anche attraverso varianti della attuale destinazione, mediante operazioni di tipo permutativo che abbiano per oggetto l’acquisizione di un congruo numero di alloggi destinati all’housing sociale.

In pratica il contratto prevede per la Cam l’acquisizione della proprietà di una porzione degli immobili comunali, costituiti da aree mercato, spazi parcheggio e locali commerciali (con l’esclusione delle aree di mercato) nelle tre location ricordate, più l’acquisizione di un immobile di 1250 mq in via Giolitti, per realizzare nuovi posti auto, per un valore complessivo stimato di 26.827.573 euro. In cambio la società cede al Comune 88 appartamenti a Casal Bertone/Ponte Mammol la cui pubblica utilità, secondo associazioni ambientaliste e di quartiere, è piuttosto dubbia, “dato che non si tratta di alloggi di edilizia popolare ma destinati a categorie sociali diverse da quelle a cui tradizionalmente è rivolta l’offerta di alloggi di edilizia pubblica”.

Vista la levata di scudi nell’Assemblea capitolina (i consiglieri comunali Fabrizio Santori e Athos De Luca non sono soli), ora tutta l’operazione viene passata sotto la lente di osservazione degli organi di controllo. L’esito finale dunque non sembra affatto scontato.

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