Sanità-shock: la Procura di Roma apre un’inchiesta

Sanit_shockDopo i video del San Camillo-Forlanini, il fascicolo contiene una informativa su tutti i Pronto soccorso capitolini

ROMA – Un uomo steso a terra con le braccia larghe. Tre persone cercano di rianimarlo mentre l’anziano giace, con il petto nudo, su di un materasso. Intorno a lui, barelle di occasione, malati ammassati nelle sale d’aspetto, fogli volanti e tubi, che servirebbero a salvargli la vita, gettati sul pavimento.

Così è apparsa sui maggiori quotidiani nazionali la situazione drammatica fotografata nell’affollatissimo pronto soccorso dell’ospedale San Camillo- Forlanini. Il video-denuncia ha fatto il giro del web dopo essere comparso sul sito internet del Partito Democratico del Lazio, che la scorsa settimana ha evidenziato per l’ennesima volta il disagio che si trova ad affrontare uno dei nosocomi più grandi della Regione. “Abbiamo superato il limite della vergogna”, aveva tuonato il capogruppo democratico alla Pisana, Esterino Montino.

Una situazione, però, che è risultata comune a tutti gli ospedali capitolini. Solo posti in piedi nei Pronto soccorso affollati. Niente ambulanze, pochi infermieri. Tanto che la Procura di Roma ha deciso di avviare un’inchiesta, anche se contro ignoti e senza ipotesi di reato. Il fascicolo, aperto dal reggente della procura Giancarlo Capaldo e affidato ai pubblici ministeri Rosalia Affinito ed Elisabetta Ceniccola, contiene un’informativa del carabinieri del Nas che nei giorni scorsi hanno compiuto ispezioni al San Camillo e nel pronto soccorso dell’ospedale di Tor Vergata. I militari, secondo quanto si è appreso, hanno accertato una serie di disfunzioni strutturali che si ripercuotono sull’assistenza ai pazienti.

Sotto accusa i tagli operati dalla Regione al mondo della sanità, che hanno trasformato i reparti dell’emergenza in vere e proprie tane per topi. In poco più di dieci anni sono stati eliminati oltre 10mila posti letto. In più, complici il debito e il deficit, la sanità laziale, commissariata dal governo con il governatore Renata Polverini, non ha realizzato, come aveva promesso, i poliambulatori di quartiere, le residenze per gli anziani e i centri di lungodegenza. Così, le corsie pubbliche si riempiono di malati cronici che potrebbero trovare assistenza anche fuori dall’ospedale, mentre i casi davvero gravi sono costretti a mettersi in fila e ad accettare condizioni al limite del sopportabile per avere le cure necessarie alla propria sopravvivenza.

Come aveva denunciato qualche tempo fa già Romacapitale.net, anche il policlinico di Tor Vergata versa in uno stato di crisi profonda. La causa dichiarata starebbe nella impossibilità di apertura di nuovi posti letto a causa della mancanza di personale medico e paramedico. In realtà pare che i motivi di fondo siano di carattere squisitamente organizzativo e gestionale. A farne le spese sono prima di tutto i reparti di day surgery e chirurgia ambulatoriale, “occupati” dai pazienti del Pronto Soccorso e dell’Osservazione Breve Intensiva (la vecchia “astanteria”) e di conseguenza costretti ad interrompere qualsiasi attività “fino a data da destinarsi”.

In seguito ai sopralluoghi del Nas e all’apertura dell’inchiesta, il ministro della Salute Renato Balduzzi, ha chiesto una relazione dettagliata sull’intera vicenda alla Presidenza della Regione Lazio. Anche Leoluca Orlando, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi regionali, ha chiesto alla Polverini “di riferire sulla situazione del pronto soccorso del San Camillo e degli altri ospedali romani”.

Non si mostra sorpreso dalla decisione della Procura di Roma neanche Esterino Montino, che aveva constatato lo stato di degrado in cui versa l’ospedale San Camillo, dando il via all’intera vicenda. “Ho verificato personalmente- si legge in una nota-  le condizioni difficili in cui sono costretti a operare medici e infermieri del Pronto Soccorso del San Camillo e oggi di Frosinone che, fortunatamente, vive condizioni migliori. È grazie ai loro sacrifici che il sistema sanitario dell’emergenza tenta di reggere ai contraccolpi di un piano di riordino ospedaliero sciagurato e pasticciato”.

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