Al Cnr arriva l’ex ministro della Pa Luigi Nicolais

Nicolais_LuigiInizia la propria carriera al Cnr che ora guiderà al posto di Profumo. Nomina che ha provocato qualche malumore

ROMA – Dopo mesi di incertezze e di instabilità soprattutto gestionale, finalmente al Cnr si insedia il nuovo presidente. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, lo stesso che, dopo più di settanta giorni di tentennamenti, aveva rassegnato, per manifesta incompatibilità, le dimissioni da direttore del Cnr, ieri ha nominato l’ex ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione Luigi Nicolais a capo del più importante ente di ricerca italiano.

Il Search committee presieduto da Francesco Salamini aveva consegnato a Francesco Profumo la “rosa” dalla quale il ministro ha scelto il suo successore alla guida dell’ente di piazzale Aldo Moro. Oltre al nome di Nicolais, c’erano anche Tullio Pozzan, di Andrea Lenzi e di Luciano Maiani che, ad agosto scorso, in occasione della nomina di Profumo da parte di Maria Stella Gelmini, era stato superato dopo un lungo testa a testa proprio sul filo di lana dal Rettore del Politecnico di Torino.

“E’ con grande piacere ed orgoglio che assumo l’incarico di presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche”, afferma Nicolais. “Sono consapevole delle professionalità e delle eccellenze presenti in ogni suo istituto, dipartimento e struttura e sono fiducioso che, insieme, potremo fornire il contributo di idee, progetti e speranze di cui il Paese ha bisogno per uscire dalla crisi” afferma ancora Nicolais sottolineando, nel suo messaggio di saluto ai neocolleghi del Cnr, che “dalla ricerca, e quindi dalla qualità del lavoro di noi tutti, può nascere un futuro migliore.

“Conto sulla vostra collaborazione e disponibilità – continua il neopresidente del Cnr – per rafforzare il ruolo e la funzione di questa istituzione, alla quale sono particolarmente legato per motivi professionali ed umani.
Ex ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione nel secondo governo Prodi (dal 2006 al 2008), oggi deputato del Pd, Nicolais è un ingegnere chimico che ha iniziato la propria carriera come ricercatore proprio presso il Cnr, proseguendo la propria attività professionale alla Montedison.

Professore emerito di Tecnologia dei Polimeri e di Scienza e Tecnologia dei Materiali dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, nello stesso ateneo è stato direttore del dipartimento di Ingegneria dei materiali e della produzione, presidente del corso di laurea in Ingegneria dei materiali e del dottorato di ricerca in Biomateriali.

Inoltre, all’interno del Cnr è stato componente del Senato Accademico e presidente del Polo delle Scienze e delle Tecnologie. Al centro nazionale di ricerche ha fondato e diretto l’Istituto per i Materiali compositi e biomedici.
E’ uno degli scienziati italiani con il maggior numero di citazioni sulle riviste scientifiche internazionali e autore di 18 brevetti che hanno gemmato importanti iniziative imprenditoriali di successo e creato posti di lavoro per i giovani. Nicolais è stato inoltre assessore regionale in Campania con delega alle Attività produttive, alla Ricerca e all’Innovazione.

La nomina di Nicolais a presidente del Cnr non è stata salutata da tutti con favore. Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, afferma che “è difficile sostenere che sia una scelta tecnica: non è stata né neutra né asettica.
Il leghista Gianni Fava si chiede invece “Come è possibile che un governo tecnico nomini un politico?”.

La nomina di Nicolais, non è stata accolta con soddisfazione neanche dal sindacato Usi-Ricerca, in quanto – affermano le forze sociali – “rappresenta la più clamorosa delle smentite del tanto osannato decreto legislativo di riordino degli enti di ricerca, che nelle intenzioni dell’ex ministro Fabio Mussi, prima, e, dopo, di Maria Stella Gelmini, avrebbe, tra l’altro, eliminato, una volta per  tutte, l’ingerenza della politica nei medesimi enti pubblici di ricerca”.

“Il manuale Cencelli – continuano i sindacati – dunque, è sempre più attuale. Ora non ci sarebbe da stupirsi se il prossimo direttore generale del Cnr fosse un esponente di area Pdl, tanto più che nel cda siede già Francesco Ferrara, ex rettore dell’Università Partenope che anche dopo la nomina nel cda del Cnr continua a ricoprire la carica di vice presidente e assessore in carica della giunta provinciale di Napoli, in quota Udc”.

Una bella sfida attende ora Nicolais al lavoro con spese esagerate nella burocrazia in rapporto agli investimenti nella ricerca a cui vanno soltanto tre euro sui dieci spesi.

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