Più tutele per la salute dei cittadini sul web

typing-testPubblicata la guida del Garante contro i pericoli connessi all’identificazione degli utenti attraverso le patologie

ROMA – Da oggi in poi i siti internet, blog o social network che si occupano di tematiche sanitarie saranno tenuti a fornire ai propri utenti un’informativa per metterli al corrente dei rischi che corrono pubblicando on line dettagli sul loro stato di salute. È quanto deciso dal Garante della Privacy, che ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida per il mondo telematico che si dedica alla salute dei cittadini, escludendone però i servizi di assistenza sanitari on line e la telemedicina. Si tratta di una vera e propria avvertenza di rischio, il cui scopo sarà quello di richiamare l’attenzione sui pericoli connessi alla identificazione degli utenti, attraverso le patologie, sul web.

Sono sempre più numerosi, infatti, i cittadini che partecipano a discussioni o seguono piattaforme internet dedicate alla salute, lasciando commenti e chiedendo consigli e consulenza circa il proprio stato di salute, senza però sapere che tutto quello che viene immesso in rete è poi molto difficile, se non impossibile, da cancellare, rischiando di rivelare, anche se indirettamente, la propria identità o addirittura di venire indicizzati dai motori di ricerca attraverso la dichiarazione di una patoligia. Il rischio è dunque di finire nel calderone delle informazioni di varia natura legate ad un utente, o a terzi a questo vicini. Si permetterà pertanto attraverso questa informativa di far decidere agli utente in maniera consapevole se inserire o meno dati personali comuni, che possano rivelare l’identità della persona e collegarla ad una determinata patologia.

Così, secondo il Garante, “i gestori di siti di tal genere dovranno inserire nella loro home page la particolare informativa. In seguito all’applicazione di queste linee guida, gli utenti saranno tenuti a barrare un’apposita casella per dare conferma di aver preso visione delle “avvertenze di rischio”, mentre i gestori dei siti che prevedono la registrazione dovranno chiarire perché richiedono l’immissione di informazioni personali, in che modo vengono trattati questi dati, quanto vengono conservati, come poterli cancellare o rettificare, sulla base dei termini del Codice della privacy”.

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